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Organo di San Giusto
MessaggioInviato: Mer Ott 07, 2009 5:26 pm Rispondi citando
Socrate
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L’ORGANO – NOTIZIE STORICHE

La chiesa Cattedrale di S. Giusto, così come appare oggi, risale al Trecento e risulta dall’unione di due edifici preesistenti: uno dedicato a Maria Assunta, del V secolo, a sinistra, e l’altro a S. Giusto martire, del secolo XI, a destra. Si ha notizia dell’esistenza di un organo a San Giusto fin dalla metà del 1400, e precisamente è datata 1473 una nota di retribuzione dei provveditori della cattedrale per conzar lo mantese de lj organi. Purtroppo, oltre ad annotazioni di questo genere, nulla si sa dell’organo e degli organari che vi lavorarono, fino ai primi del Seicento, quando uno dei maggiori organari del tempo, Vincenzo Colonna, intervenne per alcune riparazioni. Nel 1646 fu modificata la sistemazione, non più nella parte sinistra del coro ma sopra la porta maggiore: il celebre organaro slesiano Eugenio Casparini costruì un nuovo strumento seguendo la circonferenza del rosone, in modo da facilitare l’illuminazione da tale finestra. Si trattava di un organo ad una tastiera, dalla fonica tendenzialmente barocca, con elementi in gran parte propri dell’organaria italiana, senza escludere qualche registro di derivazione tedesca. Dopo poco più di cent’anni lo strumento del Casparini, rovinato dalla pioggia a causa della rottura del rosone e giudicato irrecuperabile, fu sostituito nel 1780 da uno nuovo, a due tastiere, opera del veneziano Francesco Dacci. Quest’organo, di meravigliosa fonica neoclassica veneta, era chiuso – come era lo stile dell’epoca – in una cassa posta al centro della già ristretta cantoria, limitando la luce del rosone. La struttura era la seguente:
Due tastiere di 47 note (do 1 – re 5) con prima ottava corta e pedaliera di 17 pedali.
Divisione tra Bassi e Soprani ai tasti Do diesis 3 – Re 3.


Primo Organo
Principale Bassi
Principale Soprani
Ottava
Decimaquinta
Decimanona
Vigesimaseconda
Vigesimasesta
Vigesimanona
Trigesimaterza
Trigesimasesta
Flauto VIII Bassi
Flauto VIII Soprani
Flauto XII
Voce Umana
Cornetta
Tromboncini Bassi Organo di risposta
Principale Bassi (22 canne in legno)
Principale Soprani (25 canne in lega)
Ottava Bassi
Ottava Soprani
Decimaquinta
Decimanona
Vigesimaseconda
Vigesimasesta
Vigesimanona
Flauto VIII Bassi (reale dal do 2)
Flauto VIII Soprani
Voce Umana
Cornetta
Violetta Bassi
Tromboncini Bassi
Tromboncini Soprani Pedale
Tromboni Bassi
Contrabassi
Tamburo
Contrabassi in ottava
Quinta

Nell’Ottocento, con l’ampliamento del coro e dell’orchestra, impiegata per le celebrazioni solenni, lo spazio della cantoria risultava veramente troppo angusto, anche a causa della sistemazione “scomoda” dell’organo. Il maestro di cappella Luigi Ricci si lamentò più volte, e si dichiarò disposto a rinunciare all’organo per acquistare maggiore spazio. Nel 1860 fu inaugurato un nuovo strumento a due tastiere e due corpi, addossati alla parete di fondo, con riguardo per l’apertura del rosone, opera del bresciano Giovanni Tonoli. Il vecchio organo del Dacci venne invece diviso fra due altre chiese: l’organo grande con la cassa fu sistemato nella chiesa di Guardiella, mentre quello di risposta, arricchito con alcuni registri, fu trasferito a Roiano. La fonica del nuovo strumento risentiva fortemente dell’estetica del tempo e, pur mantenendo lo splendore dei ripieni, cercava di imitare, specie nelle ance, i timbri dell’orchestra (o, secondo alcuni, quelli della banda).
Verso la fine del secolo, nel 1892, in seguito alle nuove idee sulla funzione e le caratteristiche dell’organo, frutto di una cultura romantico-ceciliana alla ricerca di un “suono liturgico”, in brevissimo tempo fu deciso ed operato un ritocco correttivo da parte degli organari veneziani Giacomo e Pietro Bazzani, rovinando così la bella opera del Tonoli.
Durante la Prima Guerra Mondiale, per esigenze belliche, vennero requisite le canne di stagno dei prospetti, così a guerra finita si pensò alla costruzione di un nuovo strumento, promotori il parroco mons. Buttignoni e il direttore della Cappella Civica Carlo Paini. Quest’ultimo progettò una composizione fonica di tipo orchestrale-romantico, puntando, nella scelta dei registri, sulle sfumature della gradazione coloristica. Venne scelta la ditta Mascioni di Cuvio che iniziò la costruzione dello strumento nel Natale 1921, costo lire 75.000. Il nuovo organo a due tastiere e a trasmissione pneumatica fu inaugurato nel novembre del 1922 con alcuni concerti del grande organista Marco Enrico Bossi. Dall’atto del collaudo si rileva che si trattava di uno splendido strumento : (…) dalle molteplici combinazioni dei registri si possono ottenere i più svariati effetti fonici. Vanno particolarmente annoverati: il dolce e ieratico ripieno di carattere prettamente italiano, la rotondità dei principali, la voce celeste, il bordone, il salicionale, nonché i vari registri di concerto per la loro nobiltà di timbro ed intonazione appropriata. Il motore è silenzioso e la distribuzione dell’aria ben equilibrata.
La tanto decantata fonica orchestrale del nuovo organo a questo punto portò però gli amministratori triestini a giudicare superfluo l’utilizzo della orchestra vera, che il Comune forniva alla Cattedrale sin dal primo Seicento. Non comprendendo la radicale diversità tra organo e orchestra, quest’ultima fu allora eliminata per sempre.
Dopo la Seconda Guerra lo strumento si andò rovinando, anche a causa di infiltrazioni d’acqua, per cui si decise di restaurarlo e di affidare l’opera ai discendenti del grande Vincenzo Mascioni. Questo restauro comportò l’elettrificazione delle trasmissioni, la correzione parziale della fonica, l’arricchimento dei registri del pedale, la sostituzione del prospetto in zinco con canne in lega di stagno, l’aggiunta di un organo positivo, collocato dentro la monumentale cassa, e la costruzione di una nuova consolle. Miglioramenti da rilevare furono inoltre l’aumento delle ance, che da due vennero portate a sette, mentre la fonica veniva riformata, avvicinandosi così al tipo che i francesi chiamano “neoclassico”. Questa caratteristica rese stilisticamente più efficace non solo l’esecuzione delle musiche antiche italiane, ma anche di quelle bachiane e francesi, senza mortificare le composizioni romantiche e moderne. Lo strumento così ristrutturato ed ingrandito fu inaugurato il 15 settembre 1978 da Ferruccio Vignanelli, uno dei più autorevoli esponenti della scuola organistica romana. Ed ecco la composizione fonica attuale del nuovo organo della ditta V.Mascioni da Cuvio.
Nel maggio del 1996, con il sostegno del Comune di Trieste, lo strumento fu sottoposto ad un intervento completo di manutenzione e pulizia. Nel 2000, in occasione del Giubileo, fu la chiesa stessa a subire importanti lavori di restauro, che riguardarono soprattutto il rosone, danneggiato al punto da permettere infiltrazioni d'acqua, il tetto, risanato e riparato, e i soffitti, ripuliti e ritoccati. I lavori, che hanno tanto ingombrato la basilica per 15 mesi, si sono conclusi nell'agosto del 2001. Nel frattempo però, nonostante le protezioni messe in atto, il prezioso strumento aveva patito ulteriori lesioni: penetrazioni d’acqua, di polvere e calcinacci dispersi durante i lavori, che avevano gravemente compromesso i delicati meccanismi. Alle nuove ed urgenti necessità ha corrisposto prontamente la sensibilità del Vescovo che ha affrontato ogni spesa necessaria, così che questo strumento il 1 settembre 2001 è stato restituito al suo nobile servizio.

L'ORGANO ATTUALE - COMPOSIZIONE FONICA

tre tastiere di 58 note
pedaliera di 30 note
totale canne: 2982


I - Organo Positivo
1 - principale 4’
2 -ottava 2’
3 -duodecima 1' 1/3
4 -quintadecima 1’
5 - cembalo 2 file
6 -sesquialtera 2 file
7 -flauto stoppo 8’
8 -flauto camino 4’
9 -cromorno 8’
II - Grand'Organo
10 -principale 16’
11 -principale I 8’
12 -principale II 8’
13 -ottava 4’
14 -duodecima 2' 2/3
15 -quintadecima 2’
16 -diciassettesima 1' 3/5
17 -decimanona 1' 1/3
18 -vigesimaseconda 1’
19 -ripieno 6 file
20 -flauto 8’
21 -flauto 4’
22 -dulciana 8’
23 -voce umana 8’
24 -tromba 8’
25 -tromba 4’ III - Recitativo Espressivo
26 -principale 8’
27 -ottava 4’
28 -quintadecima 2’
29 -ripieno 4 file
30 -bordone 16’
31 -bordone 8’
32 -flauto in VIII 4’
33 -flauto in XII 2' 2/3
34 -silvestre 2’
35 -flauto in XVII 1' 3/5
36 -gamba 8’
37 -coro viole 8’
38 -oboe 8’
tremolo
Pedale
39 -contrabbasso 16’
40 -principale 16’
41 -basso 8’
42 -ottava 4’
43 -ripieno 4 file
44 -subbasso 16’
45 -bordone 8’
46 -tromba 16’
47 -tromba 8’
48 -trombina 4’

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