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MessaggioInviato: Gio Feb 22, 2007 1:27 am Rispondi citando
micel
Ospite




admin, vice admin e moderatori: me gavè stufà
ve risparmio la fadiga de censurarme-


Ultima modifica di micel il Ven Feb 08, 2008 11:40 pm, modificato 1 volta in totale
MessaggioInviato: Dom Gen 20, 2008 6:17 pm Rispondi citando
giacomin
Tutor
Registrato: 12/10/05 08:20
Messaggi: 1561
Località: Trieste




Questa notte xè morto Duilio Loi.

Un grande della box.

Dal Corriere delle Sport:

MILANO, 20 gennaio - Lo sport italiano piange la morte di Duilio Loi, uno dei più grandi pugili che il nostro paese abbia mai avuto. Loi, nato a Trieste 78 anni fa, è scomparso questa mattina nell’Istituto Padre Pio di Tarzo (Treviso). Da tempo era affetto dal morbo di Alzheimer. In una carriera lunga 14 anni, Loi ha vinto due volte il mondiale dei superleggeri (1960 e 1962), un europeo nei pesi leggeri (1954) e un europeo nei welter (1959). Su un totale di 126 incontri, il suo record è stato di 115 vittorie, 8 pareggi e 3 sole sconfitte (nessuna per ko). È stato il quarto azzurro a entrare nella Hall of Fame del pugilato di Canastota (New York). Negli ultimi anni ha presieduto il Fap (Federazione autonoma sindacato ex pugili).

I SUCCESSI - Nato a Trieste il 22 settembre 1929, Loi è stato sul ring dal 1948 al 1962. Nel 1951 il titolo di campione italiano dei pesi leggeri, ma Loi puntava alla corona continentale e dopo aver fallito nel '52 (fu sconfitto ai punti dal danese Jorgen Johanssen), ci riprovò due anni più tardi: il 6 febbraio 1954 la rivincita con il danese fu a favore di Loi, che divenne così campione europeo. Il titolo lo difese contro Visentin, il francese Herbillon, Garbelli, Ferrer, lo spagnolo Hernandez, il francese Chiocca e Vecchiatto. Ma l'apice della sua carriera lo raggiunse nel 1960: il primo settembre allo stadio San Siro davanti a oltre 53 mila spettatori per un incasso record di oltre 100milioni di lire, Loi strappa al portoricano Carlos Ortiz (che lo aveva battuto due mesi prima) la corona iridata dei pesi welter dopo 15 riprese. La “bella” si tenne il 15 maggio 1961 sempre a Milano e il pugile triestino si confermò il più forte. Nello stesso anno Loi pareggiò il match con lo statunitense Eddi Perkins, che però poi riuscì a togliergli il titolo (14 settembre 1962). Ma solo per poco, perché Loi avrebbe riconquistato la corona tre mesi più tardi, chiudendo nel 1963 la carriera in bellezza. Il 4 gennaio 2005 il suo nome è stato inserito nella Hall of fame.

IL DECLINO - Ma gli ultimi anni della vita di Loi sono segnati dalla malattia e dal declino. Ad aggravare la sua precaria situazione di salute anche le difficili condizioni economiche: Loi viveva infatti fino al 2000 con una pensione di 600 mila lire. Dopo la morte di Tiberio Mitri, anche lui caduto in disgrazia e finito in miseria, la figlia di Loi, Bonaria, aveva chiesto un intervento del governo per "salvare" il papà. Ed era arrivato il vitalizio che aveva permesso al pugile - diventato nel frattempo presidente della Fap - di vivere gli ultimi anni della sua vita con meno disagio.

COMMOZIONE - «Sono stata una bambina fortunata a essere stata tra le sue braccia». Così la figlia Bonaria ricorda Duilio Loi, in una lettera vergata d'impeto. «Caro papà, nel giorno più crudele vorrei dirti grazie per quanto mi hai dato e insegnato» le prime parole della lettera al pugile scomparso. «Non voglio piangere ma ripensare al bello che ci hai fatto vivere - scrive ancora Bonaria -. Il male ha voluto violentare il tuo corpo e la tua volontà, ma tu sei stato e sei rimasto un gladiatore». A consolare la figlia di Loi la vicinanza di grandi pugili che avevano conosciuto suo padre. «Stamani mi ha subito chiamato Nino Benvenuti - prosegue la signora Bonaria - che era tanto legato al babbo e poi altri amici pugili, tra cui Giancarlo Garbelli, che è stato tanto carino con noi. La cosa che mi rende più orgogliosa è che la memoria di mio padre non verrà dimenticata, le sue magie sul ring sono ancora nel ricordo di tanti che incontro. Ma quel che mi rende orgogliosa è che tutti quelli che mi parlano di lui mi dicono non tanto quale grande campione sia stato ma “suo papà è sempre stata una gran brava persona” e questo vale più di qualsiasi cosa per me». Giancarlo Garbelli nel '55 incrociò i guantoni con Loi in una memorabile sfida per il titolo di campione d'Europa, perdendo ai punti contro il campione triestino. Oggi ricorda così quella sfida: «Fu una battaglia memorabile, un verdetto contestato, ma Duilio era un grande, un grandissimo, alla fine ci abbracciammo e siamo sempre rimasti amici. Provo un grande dolore per la sua morte. Lui è stato il più grande pugile italiano del dopoguerra, ha dato una svolta al nostro sport, offrendogli visibilità. E in cambio ha avuto la gloria».

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