TRIESTE FORUM
login.php profile.php?mode=register faq.php memberlist.php search.php http://trieste.forumer.it

Indice del forum » Storia de trieste » La Dedizione di Trieste all'Austria Vai a pagina 1, 2  Successivo
Nuovo Topic  Rispondi Precedente :: Successivo 
La Dedizione di Trieste all'Austria
MessaggioInviato: Sab Feb 11, 2006 9:09 am Rispondi citando
lonely wolf
Registrato: 21/10/05 04:41
Messaggi: 154




Riporto dal vecio sito de Trieste Mia.

La Dedizione di Trieste all'Austria
Atto Ufficiale tradotto da Pietro Kandler



Atto di Accettazione della Donazione di Trieste
30 settembre 1382



Nel nome del Signore, Amen. Noi Leopoldo per la grazia di Dio Duca d'Austria, Stiria, Carintia e Carniola, Signore della Marca, e di Pordenone, Conte di Absburgo, del Tirolo, di Ferrete e di Kiburgo, Marchese di Burgovia e di Treviso, Landgravio di Alsazia.
Riconosciamo e confessiamo per Noi, pei nostri eredi, e pei nostri successori presenti e futuri, che i nobilli, sapienti e fedeli a noi dilettissimi, il Comune, il Consiglio ed i Cittadini della città di Trieste, considerando i carichi grandi ed insopportabili della città e le oppressioni che ebbe a soffrire finora per il frequente cangiamento di dominio siccome è notorio; considerando che i patti e le convenzioni coi quali diedero al patriarca di Aquileja, il Reverendissimo Padre in Cristo Marquardo or defunto, ed alla sua chiesa, la città ed ill distretto di Trieste, sieno stati manifestamente violati ed infranti; considerando inoltre che confinando alcune terre e distretti e domini nostri col loro territorio possiamo difenderli più validamente che qualunque altro principe e potentato; considerando precipuamente che alcuni progenitori nostri di buona memoria godevano nella città di Trieste buoni diritti e li esercitarono, i quali non immeritamente si rinnovano in noi per successione ereditaria, hanno inviato gli onesti e sapienti Adelmo dei Petazzi, Antonio de Domenico, e Nicolò de Picha Procuratori della città e del distretto di Trieste, Sindici, Nuncii ed Ambasciatori a ciò legittimamente ed insolidariamente costituiti con pienezza di poteri chiamando Noi in loro vero e naturale Signore e Principe e coll'aiuto di Dio in precipuo difensore della detta città, dei castelli di lei e del distretto, degli abitanti e dei distrettuali, siccome appare da pubblico stromento del comune e della città di Trieste sigillato col sigillo della Comunità, e consegnatoci dai sopradetti Procuratori e Sindici.

Noi Duca Leopoldo riconoscendo come benefizio grazioso la placida loro obbedienza abbiamo accettato ed ammesso gli infrascritti articoli, modi ed osservanze con essi loro e con tutti gli abitanti della città e del distretto, siccome qui sotto si contiene.

Noi Duca gli eredi e successori nostri dovremo governare, mantenere e difendere la città ed il distretto di Trieste, ed i castelli, tutti i cittadini e gli abitanti, i loro beni e possessioni in qualunque parte si trovino contro qualunque persona, siccome faciamo degli altri nostri fedeli e sudditi, e siccome abbiamo consuetudine di fare; Noi non venderemo la predetta città di Trieste, i di lei diritti e pertinenze a nessuna persona fisica o morale, né li obbligheremo, affitteremo, daremo in enfiteusi o feudo in qualsiasi modo; Noi anzi non alieneremo dalle nsotre mani e potere la città, i castelli, il distretto dovendo rimanere in perpetuo inviolabilmente attaccata al Principato e titolo dei Duchi d'Austria.

Noi Duca, i nostri eredi e successori avremo ed abbiamo il diritto di preporre alla città di Trieste il Capitano a nostro beneplacito, quantunque per le usanze il Capitano della città si potesse cangiare ogni anno; volendo riservato a Noi, ai nostri eredi e successori, di tenere in carica il Capitano fino che piace a Noi, a meno che non sia meritevole di venire cangiato per cause ragionevoli.

Il Capitano da Noi deputato dovrà tenere presso di sè due Vicari idonei periti dei sacri canoni e delle leggi civili siccome sompagni, e tenere famulizi, come è disposto dagli statuti e consuetudini di Trieste. Il quale Capitano percepirà dal Comune e dal Consiglio di Trieste quattro mila lire di piccoli per onorario suo e dei suoi. Sarà dovere del Capitano di reggere, governare e mantenere fedelmente la città ed il distretto, i cittadini e gli abitanti secondo li statuti e le consuetudini di Trieste; i quali statuti e riforme dovranno essere valide e ferme anche pei posteri senza dolo e frode.

Per le sentenze del Capitano, dalle quali si vorrà appellare, il Consiglio di Trieste dovrà due volte l'anno, cioè alla fine di ogni sei mesi, deputare Sindici ed Officiali idonei, i quali abbiano a pronunciare secondo gli statuti e le consuetudini, se la querimonia sia giusta.

Di ogni condanna pecuniaria, delitti, eccessi, multe, in qualunque modo avvenute in Trieste, la metà integra spetterà a Noi siccome a naturale Signore. Le condanne suddette, il vino di cui più abbasso, i dazi, le gabelle, le dogane ed altre esazioni che spettano al dominio di Trieste, si esigeranno da quelli che Noi, i nostri eredi e successori troveranno di deputare ed esigerli; però la metà delle condanne dovrà passare al comune di Trieste affinché possa pagare l'onorario di 4.000 lire al Capitano, e dare a Noi ed ai nostri eredi e successori l'annuo tributo del vino di cui si dirà più abbasso; e possa pagare i salari dei medici e degli ufficianti di detta città, riparare le mura, le porte. le strade e provvedere ad altre necessità.

Noi, i nostri eredi e successori avremo la potestà di imporre alla predetta città dazi, mude, gabelle, dogane e di esigerli a nostro piacimento entro o fuori delle porte d'essa città, però colle seguenti condizioni: di tutte le merci che verranno esportate dalla città di Trieste per la via di mare, si pagheranno li dazi, le mude, le gabelle, le dogane al nostro dominio, eccettuato il vino di Ribolla, pel quale non si pagherà cosa alcuna.

Similmente di ogni mercanzia che verrà a Trieste per la via di mare si pagheranno le imposte, eccettuato ciò che si introduce in Trieste per la via di mare per servire all'uso e consumo dei cittadini e degli abitanti, come frumento, sale, vino, uve, ed altri commestibili, i quali generi devono essere totalmente esenti. Qualunque animale sortirà dalla città di Trieste e dal distretto per portarsi in altre regioni per la via di terra, sarà soggetto al dazio, muda, dogana. Gli animali, somieri ed altri che entrano per la via di terra nella città di Trieste e nel distretto per uso degli uomini, purché non si trasportino in altre parti, devono essere totalmente esenti da imposta.

La città, il comune, ed i cittadini di Trieste dovranno e devono scegliere il Consiglio, gli Officiali, ed Officianti secondo gli statuti e consuetudini della città di Trieste.

I cittadini di Trieste, i loro eredi e successori dovranno ogni anno nel giorno di San Giusto martire, il quale cade nel dì 2 di novembre, dare a Noi, ai nostri eredi e successori nella città di Trieste a titolo di censo annuo cento orne di vino Ribolla della migliore qualità che si potrà avere in quell'anno.

Fino a che i due castelli di Montecavo e Moncolano verranno custoditi a spese di Trieste, il Capitano nostro si farà dare giuramento corporale dai custodi che ogni mese verranno mandati dai cittadini, che dessi coi castelli saranno fedeli ed obbedienti alla nostra magnificenza, ai nostri eredi ed ai nostri successori, e ciò si osserverà fino a che prenderemo in consegna detti castelli, e vi destineremo alla custodia altre persone.

Per ultimo la detta città ed i di lei abitanti non verranno minimamente impediti nei loro introiti e redditi, nè aggravati più di quello che sopra fu detto, se pur ciò non avvenga a domanda nostra o dei nostri successori, e di beneplacito dei cittadini e distrettuali.

Noi Duca Leopoldo tutte e singole le cose soprascritte abbiamo approvato ed approviamo, di certa nostra scienza per noi, pei nostri eredi e successori ricercando l'onesto notaro ed i nobili infrascritti a voler sottoscrivere le presenti in testimonianza di verità.

Dato e fatto nel nsotro castello di Gratz, nella sala ducale l'anno del Signore mille trecento ottantadue, indizione quinta, il dì ultimo di settembre all'ora dei vesperi o quasi, in presenza del Notaro pubblico infrascritto, del Reverendissimo Padre in Gesù Cristo Federico vescovo di Bressanone, Cancelliere della nostra Curia ducale; degli egregi e valorosi Goffredo Mulner, ed Enrico Gessler vassalli della nostra Curia ducale, e Magistrati della camera, di Giovanni Rischach e Flach vassallo e nostro Consigliere, dei provvidi e discreti Conrado Impiber, ed Andrea pievani nel detto Vico, nella Marca presso Sittich delle diocesi di Seckau e di Aquileja, e di molti altri testimoni chiamati e pregati specialmente per quest'atto.

Ed io Paolo del fu Ulmano da Castelrut, chierico della diocesi di Bressanone Notaro pubblico per autorità imperiale, a motivo che Burkardo de Stain della diocesi di Costanza per la stessa autorità pubblico Notaro è impedito da altri gravi negozi, pregato da lui con grande diligenza e insistenza di assiterlo nella scrittura di questo stromento lo scrissi tutto di proprio pugno, lo ho redatto in questa pubblica forma, e vi apposi il segno del mio Tabellionato in testimonio della verità, così rogato da ambedue le parti.

Io Burkardo di Stain al Reno, diocesi di Costanza, Notaro giurato per pubblica autorità, fui presente a tutte le singole sopra esposte, mentre si trattavano ed a richiesta d'ambedue le parti lo ho redatto nella presente forma pubblica, ma impedito da altri ardui affari feci scrivere il presente instromento da altra persona, la di cui scrittura io approvo come fosse mia propria, e riconosco che il suggello del suddetto illustrissimo Principe fu appeso al presente stromento in certezza e migliore evidenza delle cose premesse.
Profilo Trova tutti i messaggi di lonely wolf Messaggio privato
MessaggioInviato: Sab Feb 11, 2006 9:19 am Rispondi citando
lonely wolf
Registrato: 21/10/05 04:41
Messaggi: 154




La Dedizione di Trieste all'Austria
Atto Ufficiale - Versione Latina Originale



Atto di Accettazione della Donazione di Trieste
30 settembre 1382
(conservato nell'Archivio comunale di Trieste)



In Nomine Domini. Amen. Nos LEOPOLDUS Dei gratia Dux Austriae, Styriae, Karinthiae, et Carnioliae, Dominus Marchiae et Portus Naonis, Comes de Habspurg, Tyrolis, Ferretis, et in Kyburg, Marchio Burgoviae, et Trevisii, ac Lantgrafius Alsatiae.
Recognoscimus et fatemur pro Nobis et Nostris Haeredibus, et Successoribus praesentibus et futuris. Quod cum Nobiles, et Sapientes, Fidelesque nostri dilectissimi, Comune, Consilium et Cives Civitatis Tergestinae, praetendentes magna et importabilia ipsius Civitatis gravamina et pressuras, quae et quas ex multiplici mutatione dominii passa fuit hactenus, quibusque notorie subjacebat, Quodque pacta, et conventiones per quae, et quas vivente Reverendissimo in X.to Patre Dño Marquardo bonae memoriae tunc Patriarcha Aquilejensi se ad manus suas, et praefatae suae Ecclesiae dederant, apud Civitatem ipsam, et districtum Tergestinum violata, et refracta fuerunt manifeste, illud quoque considerationis studio revolventes, quod quibusdam terris, districtibus et dominiis nostris cum eorum Territorio confinantibus, ipsos exinde contra suos inimicos potentius adjuvare prae cunctis aliis Principibus, et Dominis valeamus. Hoc etiam maxime, et precipue perpendentes, quod nonnulli progenitores nostri bonae memoriae olim in ipsa Civitate Tergesti bona jura tenuerent, et habuerunt, quae circa Nos haereditaria quodam modo successione non immerito renovantur, Honestos, et Sapientes Viros Adelmum de Petachiis, Antonium de Dominico, et Nicolaum de Picha suos, et Civitatis ac Districtus de Tergesto Procuratores, Sindicos, Nuntios, et Ambaxiatores ad hoc constitutos legitime, et in solidum ad Nostram miserunt Praesentiam cum plenitudine potestatis, vocando, recipiendo, et recognoscendo Nos in eorum, et dictae Civitatis, Castrorum ipsius et districtus, terricolarumque, et districtualium ipsorum naturalem, et verum Dominum, atque in praecipuum, et validum auxiliante Dño defensorem, prout haec in Istrumento publico Comunis, et Civitatis nostrae Tergesti, ipsius Sigillis sigillato, Nobisque per supradictos Procuratores, et Sindicos tradito et dimisso, plenius continentur.

Nos Dux praefatus virtutis ipsorum placidam obedientiam recognoscentes per beneficia gratiosa, infrascriptos modos articulos et observatias cum eis et omnibus ipsius Civitatis, et districtus incolis acceptamus assumpsimus, et admisimus prout inferius specietenus continetur.

Et primo quod Nos Dux praefatus haeredesque et Successores nostri Civitatem, et Districtum Tergesti ac Fortalitia praedicta omnesque Cives et Incolas eorundem, singulaque bona et possessiones ipsorum ubicumque consistant contra quamcumque Personam tenebimus, et debebimus gubernare, manutenere, et defendere prout de aliis nostris fidelibus, et subdistis facimus, et habemus consuetudinem faciendi. Quodque praedictam Civitatem Tergesti, ejusque jura, et pertinentias nulli Personae, vel Universitati, vendemus, obligabimus, dabimus, seu in Emphyteosim, vel in feudum, et quomodolibet conferemus, sed quod praedictam Civitatem Tergestinam, Castraque, Districtum, nullatenus alienemus extra nostrarum manuum potestatem, cum in perpetuum apud Principatum, et Titulum Ducatus Austriae debeant inviolabiliter pemanere.

Item Nos Dux praefatus, Haeredesque, et Successores Nostri potestatem habemus, et habebimus dictae Civitati Capitaneum pro nostro beneplacito tradere, conferre, et proferre, licet quod dictae Civitatis Capitanei alias potuerint singulis annis ex consuetudine immutari, hoc tamen est amplius Nobis, haeredibus, et successoribus Nostris reservatum, quod in dicta Civitate Capitaneum donec voluerimus teneamus, nisi talis forte esset, qui ob rationabilem causam foret merito immutandus. Capitaneus etiam ibidem per Nos constitutus apud se habere tenebitur duos Vicarios idoneo Sacrorum Canonum, et Legum peritos, in Socios, et aliam pro domo sua familiam juxta Statuta et Consuetudines Tergestinas. Qui quidem Capitaneus a Comuni, et Consilio Tergesti singulis annis habere tenebitur quatuor millia librarum parvulorum pro suis laboribus et suorum. Debebitque idem Capitaneus sepedictam Civitatem, et districtum, Cives quoque, et quoslibet habitatores Tergesti fideliter regere, et manutenere, ac gubernare secundum formam Statutorum, et Consuetudines dictae Civitatis, quae Statua et Reformationes debeant esse firma prout hucusque traductum est ad Posteros, doli, et fraudis omni materia procul mota.

Item pro quacunque sententia fuerit a praefato nostro Capitaneo appellatum ad haec tenebitur Comune, et Consilium Tergesti bis in anno, idest in fine quorumlibet sex mensium, Sindicos, et Offitiales idoneos deputare qui juxta Statuta, et consuetudines dictae Civitatis cognoscant, et diffiniant, utrum querela propter quam appellatum extitit, justa fuerit, vel injusta.

Item quidquid de condemnationibus pecuniariis, frevelis, excessibus, et emendis quomodocumque occurrentibus obvenerit in Tergesto, hujus tota medietas ad Nos tamquam naturalem ipsorum Dominum pertinebit. Et sic expresse quod easdem condemnationes, vina infrascipta, datia, mutae, et theolonia, et alia quaelibet, quae ad dictum dominium Tergesti pertinent, exigantur et recipiantur per eos, quos Nostra, vel haeredum, et Successorum Nostrorum Dominatio ad eas vel ea colligenda duxerit deputandos. Sed altera medietas earundem condemnationum debet remanere praefatis Nostris Civibus et Comuni de Tergesto, ut inde possint Capitaneum ibidem de sua provisione quatuor millium librarum parvulorum satisfacere, et Nos ipsorum Dominum, haeredesque et Successores Nostros de vino infrascripto, quod pro censu annuatim nobis dabitur, ac etiam Medicos, et Offitiales Civitatis praedictae de suis salariis expedire, muros, portas, pontes, et stratas reparare, et alia facere, quae necessitas dictae Civitatis postulat, et requirit.

Item Nos Dux saepedictus, haeredesque, et Successores Nostri potestatem obtinemus imponendi apud Civitatem praedictam, Datia, Mutas, Gabellas et Theolonia, eaque, et eas intra Portas vel extra pro nostro libitu recipiendi, tamen cum condictionibus infrascriptis videlicet: quaecumque mercimonia extra Civitatem Tergesti extrahuntur super mare de eisdem datia, mutae, gabellae, et theolonia erunt nostro Dominio exolvenda, excepto solo Vino Rivolii, de quo nihil poenitus persolvetur.

Simili quoque modo quaecumque mercimonia in Tergestum veniunt super mari, de his datia, mutae, et theolonia prout fuerint imposita persolventur. Exceptis eis, quae in Civitate Tergesti traducuntur per mare, et quae ad usum et esum civium, et incolarum ibidem pertinent, ut Frumentum, Sal, Vinum, Uvae, et alia Esculenta. Haec a datiis, mutis, et theoloniis esse debent penitus libera praeter fraudem. Quaecunque etiam animalia per Civitatem Tergestinam et districtum ad alias partes veniunt super terram, de his Nobis, et nostro Dominio datia, mutae, et theolonia prout fueriunt imposita debebunt. Animalia vero, et Jumenta, et alia quaelibet ad usum hominum per terram in Civitate Tergestina, et ipsius districtu venientia, dum tamen ad loca alia non ducantur, debent esse a datiis, mutis, et theoloniis libera simpliciter, et de plano.

Item dicta Civitas, Comune, et Cives Tergesti tenebuntur, et tenentur statuere Consilium, Offitiales, et Officiarios secundum Statuta et Consuetudines Civitatis Tergesti.

Item ipsa Civitas Tergesti, Cives, Haeredes, et Successores eorum tenentur, er debent annis singulis ad diem Sancti Justi Martyris, quae cadit in diem secundam Mensis Novembris Nobis praefato Duci, Haeredibus et Successoribus nostris in dicta Civitate Tergesti pro censu annuo dare, et solvere centum Urnas Vini Rivolii e meliori quod haberi poterit ipso anno.

Item quamdiu illa duo Castra, seu Fortalitia Mocho, et Mocholan sub expensis, et sumptibus Tergesti contingerit custodiri, Capitaneus ibidem Tergesti debet a Custodibus per dictos Cives singulis mensibus deputandos, corporalia recipere juramenta, quod ipsi cum eisdem Castris nostre Magnificentiae Haeredibusque, et Successoribus Nostris fideles, et obedientes existant, donec eadem Castra ad manus nostras resumere voluerimus, et alios ad earum custodiam deputare.

Item et ultimo quod dicta Civitas, et habitatores Tergesti in redditibus, et introitibus suis non debeant impediri in aliquo, vel ultra contenta superius agravari, nisi id fiat ad preces nostras vel nostrorum, et de beneplacito Civium et Districtualium praemissorum.

Nos igitur Leopoldus Dux praefatus omnia, et singula supradicta pro Nobis ipsis, Nostris haeredibus, et successoribus approbavimus, et de certa scientia approbamus. Rogantes honestum Notarium, et Nobiles infrascriptos quatenus in testimonium veritatis praesentium praemissorum subscribere se velint praesentibus Litteris cum Notario corumdem.

Datum, et actum super Castro nostro in Graecz in Stuba Ducali, anno a Nativitate Domini Millesimo trecentesimo, octuagesimo secundo, Indictione quinta, die ultimo mensis Septembris hora vesperarum, vel quasi; praesentibus me Notario publico infrascripto, et Reverendissimo in X.to Padre, et Dño Friderico Episcopo Brixinensi, et nostrae Ducalis Curiae Cancellario, Egregiisque et Strenuis Gotfrido Mulner, et Henrico Gessler militibus Ducalis nostrae Curiae, et Camerae Magistris, et Johanne de Rischach et Flach etiam milite, et nostro Consiliario, providisque, et discretis Chunrado Impiber, et Andrea in dicto Vico in Marchia prope Sitich plebanis, Sekoviensis, et Aquilegensis dyoecesum. Et alia copiosa multitudine testium rogatorum et vocatorum specialiter ad premissa.

Et Ego Paulus quondam Ulmani de Castelrut, Clericus Brixinensis dyoeces., publicus Imperiali authoritate Notarius, quare Burkardus de Stain Constant. dyoec. eadem auctoritate publicus Notarius infrascriptus aliis arduis negotiis impeditus, me cum diligentia, et magna rogavit instantia ut eum juvarem per scripturam praesentis publici Instrumenti, de mann propria ipsum conscripsi, et in hanc publicam formam redegi signumque meum solitum apposui, rogatus ab ambabus Partibus pro testimonio veritatis.

Ego Burkardus de Stain apud Renum, Constant. Dioc., publicus Imperiali authoritate Notarius juratus, omnibus, et singulis superius enarratis, durn sic agerentur et fierent, presens interfui eaque ad preces utriusque partis in hanc publicam formam redegi, meaque subscriptione, et signo solito consignavi. Sed arduis perpeditus negotiis praesens Instrumentum per alium scribi feci, cuius scripturam approbo tamquam meam, recognoscens sigillum praefati Illustrissimi Principis appensum fore presenti Instrumento in certitudinem et clariorem evidentiam omnium praemissorum.
Profilo Trova tutti i messaggi di lonely wolf Messaggio privato
MessaggioInviato: Dom Feb 19, 2006 3:53 pm Rispondi citando
Aussie Kangaroo
Registrato: 15/01/06 11:54
Messaggi: 1777
Località: Vermean




Per mi Leo ga fato tuto solo per la Ribolla.... Surprised

_________________
Ci vuole tutta una vita per capire che nella vita non serve capire tutto
Profilo Trova tutti i messaggi di Aussie Kangaroo Messaggio privato Invia email HomePage MSN Messenger
MessaggioInviato: Lun Feb 20, 2006 5:30 pm Rispondi citando
york
Registrato: 18/12/05 18:14
Messaggi: 1423
Località: Victoria, BC, Canada




Il Teran ghe macava i denti... ''Gran solievo per i Carsolini'' Smile Smile

Salve

York

_________________
".......And whether or not it is clear to you, no doubt the Universe is unfolding as it should."
Profilo Trova tutti i messaggi di york Messaggio privato
MessaggioInviato: Lun Feb 20, 2006 7:59 pm Rispondi citando
vic
Registrato: 30/01/06 12:29
Messaggi: 482
Località: Padriciano TS




Ma savè che putropo par che no esisti tracia del documento original? Le ricerche fate dei studiosi no gha dado bon esito. se ga trovà solo dele copie fate nel corso dei secoli.

El privilegio del Duca d'Austria Leopoldo, 1382 ultimo di Settembre, Indizione V, Graz di Stiria, comincia con "Duca d'Austria Leopoldo il lodevole acceetta il dominio e il principato di Trieste deferitogli spontaneamente dal Consiglio dal Comune e dal popolo". Xe stada trovada una copia del 1871 che rimanda a una copia fata de Ireneo della Croce nel 1698, riportada nel manoscrito dela sua Historia e cusi via, fin ala copia più vecia che i ga trovà (la Società di Minerva nel 1982) del 1470. Tute ste copie no le xe uguali, le presenta diferenze più o meno grose e no se sa quala che xe la più simile al originale. Quel che però se sa, xe che esisti nel archivio dela Biblioteca Comunale di Treviso un registro origina in pergamena de letere riguardanti Leopoldo. In eso se trova che el podestà e el comun de Treviso notifica el 11 agosto 1382 a Leopoldo che quel giorno steso Ugo di Duino, capitano de Treviso per conto de Leopoldo, gavea ciapà letere spedide dal comun de Trieste in data 9 agosto. Drento ste letere iera la notizia che el Comun de Trieste se gaveva dà al Duca e che el capitano de Duin, in nome de Leopoldo, gaveva acetà sto giuramento de fedeltà che i citadini gaveva fato solenemente. Par però che Ugo di Duino no jera a Trieste quel giorno perché impegnà a difender Treviso dal ataco dei Carrara. Forsi ghe jera un vicecapitano. Par in ogni caso che la decision de sotometerse al Austria sia stada unilateral dei triestini. E che sia sta solo qualche giorno de tratative per i contenui del privilegio, prima che el vignisi firmà.

_________________
LSMT
to boldly go where no man has gone before (compleanno: 18 gennaio)
Profilo Trova tutti i messaggi di vic Messaggio privato Invia email
Anniversario
MessaggioInviato: Mar Set 30, 2008 2:44 pm Rispondi citando
dalmatian
Registrato: 18/01/07 01:58
Messaggi: 10
Località: Brasile




Come oggi, 626 anni fa i nostri antenati fazeva una scelta che saria decisiva per la città. Cossa saria de Trieste se no ghe fossi stado el 1918 e e la fine dell'Austria-Ungheria?
Profilo Trova tutti i messaggi di dalmatian Messaggio privato MSN Messenger Numero ICQ
MessaggioInviato: Mar Set 30, 2008 6:45 pm Rispondi citando
Damia
Registrato: 23/05/07 13:21
Messaggi: 40




eh...qualchedun disi che saria stà meio...
qualchedun inveze disi che Trieste gà sempre volù eser italiana...
ma coi se e coi ma no se fa niente....
Profilo Trova tutti i messaggi di Damia Messaggio privato Invia email
MessaggioInviato: Mer Ott 01, 2008 11:08 am Rispondi citando
margherita
Registrato: 25/12/05 19:43
Messaggi: 3072
Località: Trieste




Te gà ragion Damia.......e visto che indrio no se pol tornar, bisogna accettar le conseguenze de quel che xe stado scelto, sia nel ben che nel mal, zercando de corregger,se possibile, eventuali mancanze . Confused

_________________
Nessuno diventa sapiente per puro caso (Seneca)
Profilo Trova tutti i messaggi di margherita Messaggio privato Invia email
MessaggioInviato: Mer Ott 01, 2008 5:01 pm Rispondi citando
Ursus Canadiensis
Registrato: 18/12/05 17:20
Messaggi: 2272
Località: Okanagan Valley, BC (Eden)




Citazione:
Scrivi el nostro Fior

Te gà ragion Damia.......e visto che indrio no se pol tornar, bisogna accettar le conseguenze de quel che xe stado scelto, sia nel ben che nel mal, zercando de corregger,se possibile, eventuali mancanze .


Finche no se mori bisogna viver

El mio moto el ga trovà un postsisin dove che 'l sta propio ben sta volta. Gnanche se lo gavesi scrito aposta per ela.

Orso Cool Cool Cool Cool Cool

_________________
Vieillir est encore le seul moyen qu'on ait trouvé de vivre longtemps.
INVECIARSE XE TUTOGI LA SOLA MANIERA DE VIVER A LUNGO.
Profilo Trova tutti i messaggi di Ursus Canadiensis Messaggio privato Invia email
MessaggioInviato: Gio Ott 02, 2008 11:15 am Rispondi citando
margherita
Registrato: 25/12/05 19:43
Messaggi: 3072
Località: Trieste




Lapalissiano caro el mio Orso. Idea (nissun me gaveva ancora ciamado cusì)

_________________
Nessuno diventa sapiente per puro caso (Seneca)
Profilo Trova tutti i messaggi di margherita Messaggio privato Invia email
MessaggioInviato: Gio Ott 02, 2008 5:25 pm Rispondi citando
Ursus Canadiensis
Registrato: 18/12/05 17:20
Messaggi: 2272
Località: Okanagan Valley, BC (Eden)




margherita ha scritto:
Lapalissiano caro el mio Orso. Idea (nissun me gaveva ancora ciamado cusì)


Ma contime una roba, Marherita....Lapalissiano xe una bruta parola?

Orso Surprised Surprised Surprised

_________________
Vieillir est encore le seul moyen qu'on ait trouvé de vivre longtemps.
INVECIARSE XE TUTOGI LA SOLA MANIERA DE VIVER A LUNGO.
Profilo Trova tutti i messaggi di Ursus Canadiensis Messaggio privato Invia email
MessaggioInviato: Gio Ott 02, 2008 6:34 pm Rispondi citando
margherita
Registrato: 25/12/05 19:43
Messaggi: 3072
Località: Trieste




Chissà, forsi se te gavessi dito truismo no te me gavessi fatto sta domanda,,,, Very Happy Very Happy Very Happy
Cmq esser ciamada "el nostro fior"me gà intenerido. Very Happy

_________________
Nessuno diventa sapiente per puro caso (Seneca)
Profilo Trova tutti i messaggi di margherita Messaggio privato Invia email
MessaggioInviato: Gio Ott 02, 2008 6:57 pm Rispondi citando
Ursus Canadiensis
Registrato: 18/12/05 17:20
Messaggi: 2272
Località: Okanagan Valley, BC (Eden)




Si ma se te gavesi dito quel, el vecio de la Palisse el se gavria girà nela tomba. hahahahaha!

Smile Smile Smile Smile Smile Smile Smile Smile

Orso

_________________
Vieillir est encore le seul moyen qu'on ait trouvé de vivre longtemps.
INVECIARSE XE TUTOGI LA SOLA MANIERA DE VIVER A LUNGO.
Profilo Trova tutti i messaggi di Ursus Canadiensis Messaggio privato Invia email
MessaggioInviato: Ven Ott 03, 2008 10:54 am Rispondi citando
margherita
Registrato: 25/12/05 19:43
Messaggi: 3072
Località: Trieste




Xe vero ,ma forsi qualche "anglofono" gavessi fatto un bel sorriso. Very Happy Smile Smile

_________________
Nessuno diventa sapiente per puro caso (Seneca)
Profilo Trova tutti i messaggi di margherita Messaggio privato Invia email
MessaggioInviato: Ven Ott 03, 2008 8:15 pm Rispondi citando
aurio
Registrato: 14/10/05 23:54
Messaggi: 850
Località: Roma - Trieste




Version n.2 - C'ERA UNA VOLTA UN TOPIC....
(dài, scancelèlo de novo!)

_________________
AURIO
Profilo Trova tutti i messaggi di aurio Messaggio privato
La Dedizione di Trieste all'Austria
Indice del forum » Storia de trieste
Non puoi inserire nuovi Topic in questo forum
Non puoi rispondere ai Topic in questo forum
Non puoi modificare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi cancellare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi votare nei sondaggi in questo forum
Tutti i fusi orari sono GMT + 1 ora  
Pagina 1 di 2  
Vai a pagina 1, 2  Successivo
  
  
 Nuovo Topic  Rispondi  
Forumer.it © 2015