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MessaggioInviato: Sab Mag 24, 2008 5:21 pm Rispondi citando
Ursus Canadiensis
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Messaggi: 2272
Località: Okanagan Valley, BC (Eden)




Ah, l'autor de quel libro xe un Irlandese! No vojo zercar el pel nel'ovo o far l'avocato del diavolo, ma xe posibile che lui, specialmente nel'epoca co'l libro jera scrito, no'l zercasi disperatamente de trovar un paralel che podesi gaver similarità con la tragedia dela guera etnica nela patria sua. Le tragedie dela guera tra Catolici pro IRA e Protestanti Orange la ne xe ancora fresca nela memoria. Xe solo che umano de zercar un paralel altrove e dir, "Te vedi, anche nel resto del mondo no xe rose e fiori!" In compania se sofri de meno.

Orso

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Vieillir est encore le seul moyen qu'on ait trouvé de vivre longtemps.
INVECIARSE XE TUTOGI LA SOLA MANIERA DE VIVER A LUNGO.
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MessaggioInviato: Sab Mag 24, 2008 7:34 pm Rispondi citando
dan68
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Messaggi: 529
Località: tivoli (RM)




Vedo con piazer che kaskop gà butà un bel saseto in tel stagno... e va ben, quando che se stimola discusioni come queste.
Se poso dir la mia, secondo mi la question xè bastanza più complessa. Me par che in ogni caso l'autor del libro el sia un fiatin iperbolico, quando che el parla del sloven come de una lingua susurada o parlada in casa e de scondon: a mi no me xè mai capità robe simili, e i sloveni (tra i quali, cussì come tra i croati del'Istria gò qualche mio avo) li gò sempre intesi parlar la sua lingua tranquilamente, in zità e sul carso.
Resta el fato che una zerta malsoportazion reciproca, sopratuto in zerti ani, la ghe xè stada: adesso me par che le robe, fortunatamente, sta migliorando (nonostante le teste de razo, la cui mare purtropo la xè sempre piena....). In ogni caso me ricordo ben nei ani pasadi (son nato nel 1968, quindi gò ricordi precisi de tante robe che oramai par preistoria, tipo la cortina de fero....) che in familia mia i cosiddetti s'ciavi no i iera particolarmente amadi, sopratuto de parte dei miei noni materni che durante la guera i gaveva visto o sentido robe no propio simpatiche. A Trieste secondo mi ghe xè sempre stado un zerto antagonismo, a partir del XIX secolo: italiani (ma bona parte ebrei e greghi, quidni saria più coreto parlar de "italofoni") più o meno detentori del potere comerciale o dei lavori più specializadi, e sloveni contadini e quindi de condizion più umile. Da un antagonismo del genere, dovudo ala classe sociale come se diseva una volta, all'odio etnico in zerte condizioni el passo xè breve: basta pensar che almeno una metà del XX secolo xè stado el tempo dei nazionalismi. Nele zone del confin orientale (Istria compresa), per esempio durante el ventennio fasista iera vietado esprimerse in lingue diverse de l'italian, calpestando cussì una cultura che la iera parte del logo. E come che se disi, chi semina vento ciol su tempesta! Dopo la guera la contraposizion tra el bloco occidentale e quel orientale comunista (la cui linea de confin pasava propio per là de noi...) no gà fato altro che continuar ad alimentar sti sentimenti, anche ad arte per fini politici.
Resta comunque el fato che l'Italia in genere no xè un paese ancora pronto per le immigrazioni, con cui no gavemo familiarità: da sempre popolo de emigranti, no se gavemo mai posto, finora, el problema de quei che sta del'altra parte, cioè dei paroni de casa che i se vedi rivar drento altra gente. Porbabilmente, Orso, in Canada e USA xè un poco diverso, visto che se trata de paesi in nati propio grazie al'imigrazion; ma questa xè solo che una mia idea.
Ciau a tuti

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OGNI RIDADA GHE CAVA UN CIODO ALA CASSA DE MORTO
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Terza puntata
MessaggioInviato: Ven Mag 30, 2008 6:27 pm Rispondi citando
kaskop
Registrato: 18/05/07 17:34
Messaggi: 18
Località: Kingston-Giamaica




UNA MINORANZA SOMMERSA


come la definisce Pavel Stranj, uno scrittore italiano di lingua
slovena [vedi: La communita' sommersa: Gli Sloveni in Italia dalla A
alla Z; Editoriale Stampa Triestina, Trieste, 1986]. Secondo il
censimento relativamente oggettivo del territorio occupato
dall´odierna Provincia di Trieste e risalente al 1911, gli Sloveni
costituivano il 30% degli abitanti di Trieste e il 95% della sua popolazione rurale. Pero' nel 1985 la popolazione slovena della Provincia di Trieste non
superava le 49.000 unita' su un totale di 250.000 abitanti: un
numero destinato a diminuire rapidamente a causa della elevata
anzianita' della popolazione, come riporta l'istituto di ricerca
sloveno di Trieste (SLORI). Sempre nello stesso anno il numero
totale di Sloveni in Italia fu stimato attorno alle 100.000 persone.
Lo sloveno rispetto alle altre lingue slave del sud come il Bulgaro
o il Serbo-croato e' quella lingua che geograficamente viene
parlata piu' a occidente. Una delle sue caratteristiche piu'
salienti e' la presenza del duale ed e' usata da circa due milioni
di persone di cui 1.900.000 sono cittadini della neoindipendente
repubblica di Slovenia mentre la parte rimanente e' costituita da
minoranze presenti in Austria e in Italia e da piccoli gruppi in
Ungheria. Perche' dovrebbero sopravvivere oggigiorno gli Sloveni a
Trieste e lungo le altre zone di confine dell'Italia, quando le
lingue minoritarie in tutto il mondo soffrono a causa dell'uso delle
lingue nazionali nei mass media? Dopotutto la minoranza slovena in
Italia non e' l'unica minoranza presente in Europa. Ce ne sono piu'
di una dozzina la cui situazione si puo' definire disperata. Tra le
diverse minoranze slovene la piu' schiacciata e' quella in Austria e
conta 50.000 persone per non menzionare la quasi completamente
dimenticata communita' slovena in Ungheria situata a ridosso del
confine tra Slovenia e Ungheria. Non bisogna dimenticare che la
minoranza slovena non e' l'unica minoranza etnica in Italia. Ci sono
i 400.000 tedeschi dell'Alto Adige (o piu' esattamente del Sud
Tirolo) e i 50.000 Francesi della Val d'Aosta, per non menzionare
una pletora di piccoli gruppi greci e catalani disseminati nell'
Italia del sud, in Sicilia e in Sardegna. Ovunque in Italia le leggi
che proteggono le minoranze sono piu' rispettate nella violazione
che nella loro osservanza. Questa tendenza si manifesta in Italia
nel modo piu' palese nei rispetti della minoranza slovena.


In diversi periodi si asseri' che sia i sudtirolesi che gli sloveni
fossero le minoranze piu' protette in Europa. Dopotutto le leggi
italiane sulla protezione delle minoranze sono le piu' moderne in
Europa. "Abbastanza, abbastanza" come mi disse un amico sloveno di
Trieste: i diversi governi italiani che si sono succeduti hanno
praticato il principio onorato dal tempo "prima si fa la legge, poi
si trova l'inganno" per quanto riguarda gli Sloveni.


Nella Provincia di Trieste, gli sforzi degl' Italiani di assimilare
gli Sloveni ha provocato un tipo d'odio che e' radicalmente diverso
rispetto alla diffusa attitudine del campanilismo italiano.
Quest'odio ha condotto alla perdita di migliaia di vite a partire
dalla fine della Prima Guerra Mondiale quando l'Italia per la prima
volta marcio' a Trieste. Come spoglie di guerra nel 1918 l'Italia
prese assieme ai 100.000 o giu' di li' Italiani a Trieste anche dai
300.000 ai 500.000 Sloveni e Croati (spoglie per niente desiderate)
che principalmente vivevano nella etnicamente mescolata penisola
istriana, in certe parti della Dalmazia e nella parte occidentale
della Slovenia che invece risultava essere abitata in stragrande
maggioaranza dagli Sloveni. Anche durante il periodo austriaco le
cose non sono mai state molto buone per le minoranze slave, sebbene
con grandi sforzi gli Sloveni ed altri gruppi slavi avessero
costruito solide basi economiche durante l'impero austriaco fondando
banche, compagnie di spedizioni ed industrie nonche' una rete di
scuole e cooperative. Pero' con l'arrivo del governo italiano la
situazione peggioro' ancora di piu'. In particolare i fascisti di
Mussolini fecero sforzi enormi per schiacciare l'economia, la lingua
e la vita culturale dei 500.000 Sloveni che abitavano nelle aree
occupate dagl'Italiani. Questo trend continua nonostante le pie
parole delle amministrazioni italiane che si succedettero nel dopo
guerra.

La continuita' dell'ipocrisia della destra italiana trova
incarnazione in telegrammi risalenti al 1984-86 e spediti a Roma da
neoirredentisti triestini, i quali minacciavano che se fosse passata
la bozza di legge per la protezione della minoranza slovena ci
sarebbero stati spargimenti di sangue nelle strade di Trieste [vedi
I.S. Sirovich, Cime Irredente, pp.65 passim, Vivalda & CDA, Collana:
I Licheni: Torino, 1996]). L'ambizione nascosta dietro a tali
campagnie della destra italiana e' sempre la stessa: la distruzione
della minoranza slovena in italia ed il recupero dei territori
occidentali della Slovenia, dell'Istria e della Dalmazia, andati
persi dopo la resa italiana del 1943. La differenza tra la minoranza
a Trieste e le altre minoranze in Alto Adige e Val d' Aosta e' che i
Sudtirolesi furono appoggiati dalla Germania e dall'Austria mentre
la Val d' Aosta trovo' il sostegno della Francia. La destra italiana
vede gli Sloveni d'Italia come un collegamento debole perche' sin
dal colasso della Yugoslavia nel 1991 dietro Trieste ci fu soltanto
la piccola e debole repubblica di Slovenia. Alcuni difensori della
minoranza slovena a Trieste sono ottimisti sul futuro degli Sloveni
a Trieste e lungo i confini tra Italia e Slovenia. "Tutto sommato la
posizione odierna della minoranza slovena non e' poi cosi' male" mi
disse nel 1996 Paolo Ghersina, allora membro del parlamento
regionale italiano del Friuli Venezia Giulia e identificandosi con
la minoranza slovena aggiunse "abbiamo le nostre infrastrutture, non
solo scuole slovene ma anche banche slovene e giornali, programmi
televisivi, emittenti radio. Gli Sloveni hanno ottenuto anche
cartelli stradali bilingui, comuni bilingui, godono di uno status
speciale nella costituzione italiana". Vero, pero' cerchiamo di
analizzare la situazione. Perfino nella presunta bilingue Opcina,
gran parte delle conversazioni in pubblico sono fatte in italiano e
questo in un comune dove si presume che tutti e due i gruppi etnici
abbiano la stessa importanza. A volte faccio dei tentativi nel mio
primitivo sloveno di comprare qualcosa dal fruttivendolo. Di solito
sono sforzi vani perche' mi rispondono immediatamente in italiano.
Se provassi a fare lo stesso nel centro di Trieste correrei il
rischio che qualcuno mi dicesse tra i denti "S'ciavo" oppure
incontrerei qualche sguardo di ignoranza nel migliore dei casi. Non
dimentichiamo neppure i graffiti razzisti nelle strade di Trieste o
un gruppo di naziskin che si muove liberamente per le strade della
citta´. Non e' una buona idea parlare lo sloveno in centro citta'.
Inoltre bisogna dire che non molti Italiani di Trieste parlano una
sola parola di sloveno. Il bilinguismo e' semplicemente
un'attrazione folcloristica: non significa una citta' dove entrambi
i gruppi etnici hanno uguali diritti e neppure una condivisione
delle due lingue o della rispettiva cultura. E' soltanto una
copertura e puzza dell'insincerita' che la Trieste italiana emana
con il suo odio. E' chiaro che i triestini italiani si oppongono
totalmente ad ogni concessione per il bilinguismo o il
multiculturalismo con sola eccezione delle promozioni pubblicitarie
dell'ufficio turistico ansioso di attrarre fondi e turisti della
Communita' Europea.
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