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Un soldato Inglese a Trieste
MessaggioInviato: Ven Mag 04, 2007 11:01 pm Rispondi citando
Larry
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:-)Non so se questo sia il posto giusto per postare quanto segue ma questa e soltanto l'introduzione du una lunga serie di racconti cussi noiosi su Trieste che credo staria bene qua dentro. Allora comincemo:

Un soldato inglese a Trieste.

Qualcuno mi ha detto che debbo scrivere qualcosa della vita di un soldato inglese a Trieste. Pero, come tutte le buone storie si deve avere un inizio. Com’e` arrivato quel soldato a Trieste? E qui, dobbiamo tornar didrio agli anni 40, e 1945 in particolare. Alla fine della guerra in Europa mi trovavo con il reggimento di fanteria nei dintorni di Amburgo. Da li siamo stati trasferiti ad una piccolo citta che si ciamava Velbert, nei dintorni di Wuppertal. Nel Novembre 1945 siamo stati trasferiti di nuovo a Genova in Italia e messi dentro nella caserma in Sturla a Genova. Qui bisogna ricordare che ero un giovane inglese, nato nel mezzo della campagna di Herefordshire in Inghilterra, poi andato vivere nel Sud Galles nel paese delle minieri di carbon fossile. Non avevo nessuna conoscenza della vita mondana, ero talmente innocente che non si poteva credere. Poi la guerra. Alla fine della guerra ancora innocente ma gavevo imparato come uccidere e essere un marconista/telefonista.
Poi, tutto un colpo, mi sono trovato in mezzo di una citta e porto grande, come non lo avevo mai visto prima. Pecca che non ho avuto anche i soldi per sfruttare della bellezza della citta, ma arrangiavo in qualche maniera. Do o tre mesi a Genova e poi siamo stati trasferiti a Bologna. A Bologna c’era un ‘club’ per le truppe inglesi nella Via Nazionale. Allora, un giorno dovevo portare il sergente di servizio e due altri soldati in citta per fare qualcosa e ci siamo andati nel club lasciando parcheggiato la ‘jeep’, fuori in strada. Bevuto il te(?!), scendiamo alla strada, montemo nel jeep, la metto in moto, oppure speravo, rilascio la frizione, accelera per andar via, e niente. Non si muoveva. Guardavimo attorno e vedevamo che ci mancavimo le ruote. Mentre eravamo nel club, qualcuno ha rubato non solo le pneumatici ma anche le ruote. Bella roba. Da Bologna siamo stati trasferiti a Pola, nell’Istria, e dentro nella caserma Monumentale che proteggeva l’entrata al porto. Facevamo guardia al deposito dei munizioni, i reliqui della Guerra, a Vallelunga. Sei mesi a Pola e siamo di nuovo trasferiti a Treviso dove aspettavamo che il reggimento si scioglieva e andava in animazione sospesa essendo stato un reggimento territoriale (cioe, di riserva prima della guerra, mobilizzata durante la guerra ora di nuovo messo in riserva). Allora, i soldati di leva furono inviati indietro in Inghilterra per ritornare alla vita civile mentre i soldati di carriera, del quale ero anch’io, potevano scegliere un altro reggimento dove andare per servire il resto del loro contratto. Essendo stato marconista/telefonista nella fanteria ho scelto di essere trasferito al reggimento di collegamenti (The Royal Signals) . Mentre che aspettava che la mia richiesta veniva approvata, sono stato trasferito al Royal Welch Regimento in Ottobre 1946 e mi sono trovato nelle caserme in Opicina, come motociclista e ingegnero delle linee telefoniche e montaggio delle centralini. Cosi per la prima volta nella mia vita vedo’ Trieste e la sua meravigliosa baia per non dire anche della vecchia tranvia Opicina-Trieste. Data da non dimenticare. Ottobre 1946. La maggior parte dei soci di questo Forum dovevano ancora aspettare qualche?(parecchi!!) anni ancora per nascere.
Un viaggio un po complicato e lungo per arrivare alla citta che ciamo mio, ma essendo quanto tempo che la conosco, credo che posso dire che sono un vero Triestino (di adozione). Adesso ti lascio perche diventa tarde ma ti prometto che tornero scrivere qualche aneddoto del mio tempo come soldato a Trieste per farvi tutti sbadigliare con la noia e pronti per andar far nanna.
Larry
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Larry the Lamb
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MessaggioInviato: Ven Mag 04, 2007 11:57 pm Rispondi citando
aurio
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Grazie e bravo Larry che finalmente te ne conti un pochi de segreti dela tua lunga vita!! No savevo che prima de esser mandà a Trieste i te gavessi fato girar tanto per l'Europa, giovine come che te ieri!!! Forza Larry, continua, che la testimonianza direta de chi che iera proprio là ga infinitamente più valor de mile libri scriti da chi che magari no iera ancora gnanche nato!

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AURIO
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MessaggioInviato: Sab Mag 05, 2007 7:39 am Rispondi citando
Durano e Lodina
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Grazie Larry, ma devo corregerte, Trieste no ga la baia, ma el golfo e ghe semo talmente orgogliosi noi triestini autoctoni, anche se più giovini de ti, che dir che xè una baia xè per noi riduttivo... ma forsi el tuo pol esser solo un error de traduzion dall'inglese...
Speto che adesso, pian pian, te vadi avanti col racconto,ansiosi de legger la continuazion,
bye
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MessaggioInviato: Sab Mag 05, 2007 10:08 am Rispondi citando
margherita
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Nessuna noia e nessuna nanna caro Larry, anzi coi oci ben verti x leggerte ancora.! Smile Smile

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MessaggioInviato: Sab Mag 05, 2007 11:04 pm Rispondi citando
Larry
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Confused Confused Ahem, ahem Durano e Lodina, mi vol dar una lezione in geografia? Guardemo un po. Golfo (che deriva dal Greco 'kolpos') secondo il mio enciclopedia Oxford, e` una insenatura del mare profondo QUASI circondato da terra con una bocca stretta.
Baia (dal vecchio Spagnolo 'bahia') e` una larga insenatura curvata del mare. Non e che voglio portare via da Trieste il suo orgoglio nel suo mare, ma dal punto di vista mio, non vedo che la 'baia' di Trieste pol essere un 'golfo'. Tanto, non e` QUASI circondata da terra e la bocca e` altro tanto grande non stretta. Anzi, la sua bocca credo, e` piu grande, ma molto piu grande e largo che la nostra Manica (del quale semo anche noi orgogliosi). Allora, ritengo che i miei diritti di autore siano davvero giusti nel dire "la baia di Trieste".
Ma, a parte 250,000 Triestini, che si interessa se viene descritta come baia - bella, magnifica, splendente, ipnotizzante che e` - o golfo.
"What's in a word?"
Larry Evil or Very Mad Evil or Very Mad Evil or Very Mad Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy I love you too. Cool Cool Cool

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Larry the Lamb
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MessaggioInviato: Dom Mag 06, 2007 9:37 am Rispondi citando
Durano e Lodina
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Larry ha scritto:
Confused Confused Ahem, ahem Durano e Lodina, mi vol dar una lezione in geografia? Guardemo un po. Golfo (che deriva dal Greco 'kolpos') secondo il mio enciclopedia Oxford, e` una insenatura del mare profondo QUASI circondato da terra con una bocca stretta.
Baia (dal vecchio Spagnolo 'bahia') e` una larga insenatura curvata del mare. Non e che voglio portare via da Trieste il suo orgoglio nel suo mare, ma dal punto di vista mio, non vedo che la 'baia' di Trieste pol essere un 'golfo'. Tanto, non e` QUASI circondata da terra e la bocca e` altro tanto grande non stretta. Anzi, la sua bocca credo, e` piu grande, ma molto piu grande e largo che la nostra Manica (del quale semo anche noi orgogliosi). Allora, ritengo che i miei diritti di autore siano davvero giusti nel dire "la baia di Trieste".
Ma, a parte 250,000 Triestini, che si interessa se viene descritta come baia - bella, magnifica, splendente, ipnotizzante che e` - o golfo.
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Ma te go dito che probabilmente sarà una tua traduzion dall'inglese che va a dir baia inveze de golfo.
Sulle carte nautiche italiane, sui atlanti italiani a Trieste ghe xè un golfo e non una baia.
Ma savemo che xè due lingue diverse, quindi non tutto pol combaciar, ok?
Resta el fatto che l'italian disi che golfo xè grande mentre baia xè piccola.
Sul vocabolario i disi:
golfo - seno di mare con larga apertura;
baia - seno di mare minore (come ansa, calle).
No son mai sta bravo in geografia, no voio dar lezioni, ma se cussì disi el vocabolario 'talian, allora sarà cussì, no?
bye
Smile Smile Smile Smile Smile Smile Smile
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MessaggioInviato: Dom Mag 06, 2007 2:49 pm Rispondi citando
aurio
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Dèi Larry, lassa perder ste quisquilie e va avanti col tuo raconto, che semo qua che spetemo!!! Very Happy

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AURIO
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MessaggioInviato: Dom Mag 06, 2007 10:46 pm Rispondi citando
Larry
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Very Happy Very Happy OK Aurio, eccovi la seconda puntata. Ancora un po noioso ma cussi e la vita di tanti in tanto. Semo pronti? Beh, andemo:
La storia di un soldato inglese a Trieste:
Opicina, ottobre 1946. La prima battaglione della Royal Welch Regiment e la caserma in Opicina. Formata da blocchi nella forma di un U e con due piani. Una grande piazza in mezzo e al fondo della piazza una lunga capannone di legno ad un piano che funzionava come cucina e mensa. Ero un motociclista e dovevo quasi ogni giorno portare le lettere e gli ordini del giorno attorno ai posti di blocchi lungo la linea Morgan. Nominato cosi dopo il generale che ha, nella sua saggezza, pensato di una zona attorno il porto di Trieste e suo hinterland da Gorizia nel ovest sino a Pola nel sud-est in Istria. La nostra parte di questa linea si chiamava la Zona’A’ e l’altra parte, sotto il controllo dei Jugoslavi si ciamava la Zona ‘B’. Guai mettere piedi nella zona ‘B’. Subito preso prigioniere e messo in galera per almeno un paio di giorni se non un paio di settimane e interrogati come spioni, per poi essere rilasciata alla custodia della polizia militare, di nuovo interrogati e poi ritornato alla tua unita` militare in Trieste. Allora si pol capire che girando con la motocicletta, una BSA 500, guidavo con ben attenzione alla mappa della zona. E mentre guidavo vedevo nella foresta sulle colline adiacente della zona ‘B’ tagliato dentro della foresta la parola ‘TITO’. E lungo la strada sulle case la scritta – oggigiorno diremo i graffiti – Hocemo Tito. Ti veniva i brividi solo pensare che sulla prossima curva ci sarebbe una pattuglia di Jugoslavi pronti ad arrestarti e portarti dentro quel paese cosi minacciosa. Beh, jero giovane e innocente, nonostante avendo za fatto una Guerra spietata nella Nord Europa. L’ultimo posto di bloccho sul mio giro mi pare che si ciamava Erpelle Cosina (?). Li, consegnato la posta e gli ordini, bevevo una tazza di the` e ritornavo ad Opicina, attraverso Basovizza….Basovizza – un piccolo villaggio dove si parlava quasi tutti in una lingua che non era certo Italiano. Dopo ho scoperto che jera Sloveno. Ma per noi inglesi (anche gli Americani che erano anche loro in Opicina), che cercavamo ad imparare l’Italiano, era un po difficile fare delle amicizia per non dire ordinare una birra o una tazza di the`. Si, si, ancora bevevimo del the`, il caffe` jera una bevanda non tanto piaciutta da noi inglesi (e avevo anche inteso che agli Americani il caffe` italiano era troppo forte per il loro gusto!). Eravamo pagati alla settimana nel esercito inglese. C’era una parata di Giovedi (qualche volta anche di Venerdi) dove ti dovevi formare una lunga fila,aspettare fino a che veniva chiamata il tuo numero di identificazione, quindi marciare su alla tavola dove sedeva un ufficiale ed un soldato, viene all’alt dkisciplinata, salutare, ricevere il tuo stipendio, firmare le carte per mostrare che avevi ricevuto il soldi, dire ‘Thank you, sir’ salutare di nuovo, girare e marciare via per raggiungere il plattone. Solo quando tutti avevano ricevuto il loro stipendio e la parata congedata, ti potevi camminare come un umano normale e va per le tue. Che bellezza il giorno della paga. Ti gavevi circa 21 scelline la settimana. Quando l’ufficiale ti dava il tuo stipendio, diseva, 21 scelline, 7 scelline per la tua madre, 7 scelline di risparmio meno ‘tot’ per i danni alla caserma, e 7 scelline per te. (Naturalmente ti avevi za accordato una certa soma ogni settimana per la madre e nel mio caso un terzo del mio stipendio mi stava ben). Il risparmio era per quando ti andavi in ferie e tornavi in Inghilterra per essere sicuro che ti gavrebbe sufficiente soldi per divertirvi in GB. C’era anche naturalmente che ti veniva pagata in lire italiani, perche sterline non servivano a niente, e il tasso di scambio era abbastanza bene. Ma questi lire italiani erano speciali. Erano stampati dal governo inglese e non somigliavano per niente alla moneta normale che usava gli italiani della zona. L’ho ancora qualche esempio qui con me in casa anche ora. Ma non durarono molto tempo. Dopo un anno sono stati ritirati dal governo e le truppe cominciarono ricevere il vero soldi e bancanote italiani. Ma era ancora solo Giovedi. Pochi andavano giu in citta Trieste perche bisognava lavorare il Venerdi. Sabato e Domenica si poteva andar giu in citta. Ma alla Domenica mattina c’era sempre la parata prima per andare in chiesa. Allora, Giovedi sera si andava nel NAAFI Club nella caserma. (NAAFI? Navy, Army and Air Force Institute – l’Istituto della Marina, l’Esercito e l’Aviazione). Questa era un’organizzazione che gestiva locali di divertimento per le forze armati inglesi, dove potevi comprare dolci, sigarette, sapone, lame per la barba, ecc, ecc, tutto quello che occorrevi per vivere in piu di quello che ti dava il governo gratis. Cussi, Venerdi sera, tutti (o quasi) meno loro che erano di servizio, andavano giu nella citta di Trieste. Il vecchio tram da Opicina non era abbastanza grande per portare tutti cosi il reggimento metteva un paio di camion grandi alla disposizione di loro che volevano andare giu. Pero, tutti quanti dovevano essere di ritorno in caserma per le 2359 ore. Ma una volta giu in citta, quasi tutti si buttava a capo fitto verso Harry’s Bar nella Via Carducci per prendere la prima bevuta della sera e poi alla NAAFI Club in Via Coroneo, dove di solito di Sabato sera si faceva un bel grande ballo. Luogo piena delle belle mule Triestine in cerca di una serata di divertimento e compagnia straniera.
Bastera per oggi. Avevo detto che sarebbe un po noioso questo racconto al inizio, bisogna soltanto aspettare, perche come tutte le buone novelli, bisogna prima fare la scena, prima di andare sul scottante.
Larry Very Happy Very Happy Very Happy Smile Smile Smile

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Larry the Lamb
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MessaggioInviato: Lun Mag 07, 2007 8:59 am Rispondi citando
Durano e Lodina
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Per niente noioso, anzi me piasi finalmente sentir una storia con un altro punto de vista...
Avanti cussì...
bye
Smile Smile Smile Smile Smile Smile Smile Smile Smile Smile
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MessaggioInviato: Lun Mag 07, 2007 9:35 am Rispondi citando
margherita
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Ok Larry, continua.......! Very Happy Very Happy

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MessaggioInviato: Sab Mag 12, 2007 10:17 pm Rispondi citando
Larry
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Smile Smile Here it comes, punto 3, della storia 'Un Solda inglese a Trieste'
Un soldato inglese in Trieste, punto 3
Dove ero? Al ballo nel NAAFI Club in Via Coroneo, no? Pieno di belle mule e soldai inglesi. Ma dove hanno imparato ballare queste mule? Sapevanno fare anche il boogie-woogie. Meraviglioso. E il balla liscio, mica male. Per non dire della Valza Viennese. Ancora piacere. Pero, avevo avuto anche quest’esperienza giu in Pola. C’era anche li un bel Club NAAFI al centro della citta anche li pieno di belle donne. Ed era li che mi son incontrato con una delle piu belle donne nella citta. Celestina (Nucci) Gulli. Ballava anche lei come un’angela. Leggera nelle braccia, e indifferente quanto difficile cercavo di fare i miei passi, la mi seguiva quasi senza esitazione o sbaglio. Anche il ‘jitterbug’ – oh che meraviglia. Dopo tutto quel tempo via dall’Inghilterra fasendo la Guerra nella nord Europa, poi essendo trasferito giu in Italia e sempre in movimento quando non avevo la possibilita di ritornare in un luogo da ballo, questo, si, era un tipo di paradiso. Perche ero uno ballerino e se non fosse stato per la Guerra avevo avuto le intenzioni di diventare professionista e maestro da ballo. Ora potevo ritornare al mio primo amor. Ma qui arriva anche un altra ‘MA’. Non son soltanto incontrato una bella donna mi sono anche inamorato follemente. E pareva che anche lei si sentiva gli stessi passioni per me. Ma tutto ancora innocente e amore tra giovani. Eravamo contenti nella nostra compagnia e nella possibilita da ballare quasi ogni sera. C’erano pero delle nuvole sull’orizzonte. Io mi sono caduto sotto il velleno di una mosca e sono entrato in ospedale militare dove fu diagnosticato con ‘Sand-fly fever’(la febbre del flebotomo). Ma non soltanto io. Quasi la meta del mio reggimento e le altre truppe a Pola caddero con questa malattia.
Dopo un paio di settimane in ospedale, dove tutti noi inglesi stavamo abbastanza male, son tornado a caserma, e alle braccia della mia donna Nucci. Poi, subito anche lei si cade giu con la stessa malattia. Allora corso su all’ospedale militare ne pregai ai miei amici lassu di darmi un po delle droghe con cui mi hanno trattato mentre ero li e cosi, ho potuto fare guarire anche lei. Ma quel estate in Pola quella malattia aveva colpita meta` del popolo civile nonche anche le truppe inglesi. Ma la tragedia d’estate non finiva li. Pola, come citta, e anche un grande porto – ex militare – e, come Trieste, non ha delle spiaggie. Pero, subito a sud-ovest della citta c’e una linea di colline e oltre le colline ci sono delle bellissime spiaggie. Un altro pero e` che, a quell’epoca di 1945/46, tutta la zona attorna e stata scelta dagli alleati per un posto dove raccogliere tutte le armi bellicosi, come mine terrestre, e mine del mare, e munizioni in generali. Anzi, il mio reggimento doveva fare la guardia sulle munizione di Guerra immagazzinati nelle cavi a Vallelunga. Allora, mi pare che jera alla fine luglio o nel agosto 46, quando faceva un caldo da morire, alla fine settimana le cittadini di Pola si affolava sulle spiaggie. Ad una parte di queste spiaggie c’era una grande raccolta delle mine del mare. Ma tanti. E questo giorno, pare che qualchedun dai ragazzi da Pola hanno deciso di andare vedere cos ghe jera in questa montagna di mine. Noi soldai eravamo ancora in caserma quando e venuto un boato, il rumore di un esplosione immense. Ci sono morti, se mi ricordo bene, circa 180 persone di Pola quel giorno. Non sapremo mai di giustizia che cosa e` accaduta ma pare che qualchedun avrebbe battuta un corno che usciva da una mina che e esplosa e ha fatto esplodere quasi tutti le mine depositati in quella parte della spiaggia. Una giornata nera nella storia della citta di Pola. Ma l’esplosione ha messo sul qui vive I Jugoslavi fino a Rijeka. Si sono messi loro subito all’avanguardia con le loro truppe tutti sulla frontiera e noi fummo messi in stato di emergenza anche. Grazie cielo la causa dell’emergenza e subito calmato diplomaticamente e semo ritornati allo stato normale.
Arrivato settembre e il mio reggimento si trovava di nuovo in movimento e siamo andati vicino a Treviso. Tanti lacrime dalla parte degli inamorati, ma, costivol, ero un soldato e dovevo obbedire agli ordini. E cussi mi trovavo ad Opicina. Ma subito dopo ancora crisi per gli inamorati. Con il ritiro delle truppe inglesi da Pola, e una dichiarazione dagli Nazioni Uniti, l’Istria e stata quasi, ceduto agli Jugoslavi. La prima cosa che fecero loro era l’espulsione dei tutte le italiani dall’Istria, ivi compresa anche la famiglia della mia Celestina. Loro si trovavano alloggiati nelle caserme a Ronchi dei Leggionari. Ma tante famiglie ragruppati in una lunga stanza che avrebbe servita per truppe, ma per famiglie miste? Si facevano quel che potevano con delle coltrine e coperte da letto sulle corde per fare qualcosa semi-privato in quella grande lunga sala. Pero, ora, jera piu facile andar trovarla alla fine settimana laggiu a Ronchi e di non dover fare tante carte per andare giu a Pola, ma una vita cussi non avrei mai desiderato neanche per un nemico. E me, essendo un soldato inglese che non vantavo da tanto soldi alla settimana non potevo far niente per allegerire le sue circostanze. Ed erano in tre, la madre e un fratello Pino, tutti i tre adulti, ma senza una dimora.
Adesso, alla fine di gennaio 1947, finalmente arrivo il mio trasferimento al reggimento che avevo chiesto, la Royal Signals, e via mi da Opicina, al Castello di Miramare, ma piu giusto, un piccolo albergo lungo la costa andando verso Sistiana ma in un posto dove potevamo camminare pochi passi per trovare un tram normale per andare in citta. Ma appena stabilito nel nuovo reggimento, ci siamo stati di nuovo trasferiti fuori da Trieste e giu a Conegliano e li, come caserma, ci siamo trovati dentro nella Scuola di Enologia.
Oramai questo punto diventa un po lungo e allora credo e meglio smetter qui per poi continuare con un altro punto nella settimana prossima.
Ma se c’e qualcuno che pol aiutarmi rintracciare la mia ex-fidanzata, Celestina (Nucci) Gulli, sarei eternamente grato. Indifferente quale sia la notizia di lei e suo fratello Pino. Non posso darti altro indirizzo che: ex-caserme di Ronchi dei Leggionari 1947.
Mentre scrivevo quanto sopra guardavo nche il TV, e il pogramma ‘Una Canzone Per l’Europa’. E la LATVIA ha sceneggiata una canzone tutta cantata in Italiano!!!!!!!
Larry
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MessaggioInviato: Sab Mag 12, 2007 11:08 pm Rispondi citando
Larry
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:off:And here is the result of the votes of Europe in the Eurovision Song Contest. SERBIA are the winners by a large margin over the Ukraina -- e qui e`1 il risultato della votazione in Europa nel concorso 'Una Canzone per l'Europa. I vincitori sono SERBIA con una maggioranza soddisfaciente sull'Ukraina.
Larry Very Happy Very Happy Very Happy (ma chi ha detto una truffa balkano?)

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MessaggioInviato: Dom Mag 13, 2007 8:54 am Rispondi citando
servolo
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............otimo;Larry e pena che te vien a Trieste, un giro de quei longhi come ringraziamento per questi bei scriti, in quanto ala Tua ex, no sò come iutarte..
Saluti Servolo

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MessaggioInviato: Dom Mag 13, 2007 10:57 am Rispondi citando
Durano e Lodina
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Sta volta te ne ga fatto un poco rattristar...
Dispiasi sempre quando due muli giovini no i pol coronar el loro sogno d'amor...
Ma, ale, andemo avanti col racconto, che me piazi assai...
Chissà ancora quante robe te ga fatto dopo...
bye
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MessaggioInviato: Dom Mag 13, 2007 11:36 pm Rispondi citando
Larry
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:-)Punto 4.
Un soldato inglese a Trieste, punto 4.

Conegliano, citta abbastanza grande e importante nel mondo dei vini. C’era anche una fabbrica dove faceva brandy e liquori. C’era un teatro dove faceva anche l’opera ed era li che ho visto un baritono Tito Gobbi, che dopo divento molto famoso. C’era un ‘night’ in cima della collina drio la citta e c’erano due case di piacere (?). Una, la Villa Tisana e l’altra la Villa Rosa. La madama della Villa Rosa era una donna anziana (ma non tanto, sulla cinquanta, direi) inglese! Imaggini, una donna inglese la madama di un casino! Siccome le truppe nella citta erano tutti inglesi, la faceva, ogni pomeriggio, l’ora del the` al quale erano invitati tutti gli inglesi. Ma era la Villa Tisana che mi interessavo. Sono stato portato li da un Italiano che lavorava con noi nella nostra caserma come un falegname/meccanica/giardiniere. Un brav’uomo che divento un buon amico. Allora, egli mi porto in questa casa una sera e li incontro la famosa Mizzi. Piccola, bellissima, ben formata. Entravamo in un salotto e dopo un paio di minuti, arrivava una squadra di donne dal quale ti dovevi scegliere una. Ma fu Mizzi a scegliere mi. Siamo diventato buoni amici – modo da dire, e ho imparato molte cose dell’arte di amore da lei. Poi, mi e arrivata una lettera dalla mia donna da Ronchi dove annunciava che lei sarebbe venuta a Conegliano per una fine settimana. Che bellezza. Pensavo che finalmente le aveva decisa che era tempo di concedersi a mi nell’amore. Son’andato incontrarla quando scendeva dal treno. Ma ho avuto altri piani che star li in Conegliano quella fine settimana. Avevo chiesto e ottenuto il permesso dal Commandante per star fuori caserma il Sabato sera e sapevo che quella Sabato sera ci sarebbe stata un bel grande ballo a Vittorio Veneto, cosi, portai la mia bella donna su col autobus. Una bella serata di ballo, una buona cena, e poi, chiese a Celestina se la voleva star in un albergo a Vittorio Veneto per la notte oppure tornare giu a Conegliano. Accetto lei di rimanere a Vittorio Veneto e io pensai che finalmente avrebbe fatto l’amore per la prima volta con lei. L’indomani tornai a Conegliano con la mia bella, ma tutto deluso mi. Niente da fare sino al matrimonio!
E questo, quando, chieso io? Quando arrivano le carte necessarie, rispose lei. Ma quelle benedetti carte non arrivavano mai. Giacevano ancora giu in Pola, e i Jugoslavi tardavano e consegnare le carte del popolo italiano/istriano al governo italiano. Portai la mia donna alla stazione per prendere il treno di ritorno a Ronchi e io mi giravo per rientrare in caserma. Avevo camminato pochi passi quando una donna mi accosto` gridando che io l’avevo tradito, e si tira fuori un coltello e mi ha colpito sul fianco. Era Mizzi dalla Villa Tisana. Per fortuna jera un poliziotto vicino che aveva visto questo ed egli subito la metti in arresto, chiama un auto e la portava via alla galera. Il giorno dopo ho dovuto andare io alla stazione della polizia dove mi hanno chiesto se volevo procedere contro questa donna. Non avevo nessun’idea che Mizzi mi voleva cosi tanto bene e che la era cosi gelosa da volere uccidermi, ma non potevo lasciarla andar davanti la magistratura cosi ho detto che non volevo piu procedere con questo affare e spiegai alle polizie quanto fu accaduto durante il mio soggiorno a Conegliano. Un paio di settimane dopo mi e venuta il permesso di rientrare in Inghilterra per due settimane di ferie. E via mi a casa mia in Inghilterra.
La seconda settimana delle mie ferie mi e arrivata una telegramma dall’Ufficio di Guerra a Londra dicendomi da non ritornare a Conegliano, bensi, andare al porto di Southampton in Inghilterra e presentarmi ad un campo di transito in atteso di una nave che mi avrebbe portato in Egitto, dove ora si trovava il mio reggimento. Che sorpresa! Agli ordini, signori, e cosi, dopo un paio di settimane in Southampton, mi trovai abordo di una nave diretto ad Egitto. 5 o 6 giorni dopo siamo arrivati a Port Said nel Egitto e da li siamo andati in camion al famoso posto di Quassasin, nel deserto non lontano dal Tel-el-Khebir. Quassasin era un posto nel deserto usato per centinai di anni dagli inglesi. Tanto bel messo con delle tendine e strade, mense, chiese, ospedale, tutto. Ah, si, anche latrine. Beh, questi erano di lusso. Pozzi profondi scovati dentro nel deserto, ogni pozzo sormontato di un blocco rotondo di cemento e posti per otto seduti li dentro. Ma furono vecchi, e sarebbero stati usati per anni dagli soldati stazionati a Quassasin. Qualcuno ha ditto che erano pieni di gaz metano ed era pericoloso fumare li dentro. Uno, non so di quale reggimento basato nella zona, ha evidentemente deciso di mettere questo detto alle prove. Pare che lo stupido aveva portato con se un giornale (non tanto strano, facevimo tutti) ma invece di leggere il giornale, lo ha dato fiamme al giornale e l’ha gettato giu nel pozzo. Un boato, fiamme che andavano 50 metri per aria, e tre quarti del contenuto della latrine/pozzo e andato su nel aria. Pero, quel che va su, pol anche venire giu, e un bel gran parte del campo fu coperto del detritus. E una puzza che durava per giorni. Il povero, abbiamo scoperta dopo, fu ricoverato nell’ospedale tanto bruciato ma loro del ospedale lo hanno dovuto pulire con una forte getto di acqua prima di lasciarlo entrare. Imaggino!!!
C’erano anche donne soldati nel campo e andavimo tutti a TEK (Tel-el-Kebir) alla fine settimana per divertirsi. La strada ad una parte andando in TEK fianchegiava un lungo canale che si chiamava ‘Sweet Water Canal’. Sweet Water? Eravamo consigliati da non avvicinarsi all’acqua e se, ubriaco, ti cadevi dentro, ti rischiavi da morire da tutte le malattie conosciuto all’uomo. Ma gli Egiziani si divertive un modo quando passava l’autobus piena delle donne soldati. Tutti si raggrupavano lungo il canale e alzava le loro gonne per mostrare alle donne i loro gioelli. Ma a TEK c’era un bar dove si faceva anche un ballo il Sabato sera. Mi pare che si chiamava il Blue Kettle Bar, e quanti baruffi nascevano dentro e fuori tra gli soldati causati dalle donne soldati e la gelosia.
Qualche settimane dopo il mio arrivo nel campo sono stato ordinate di andare vedere l’Aiutante del reggimento. Egli mi chiesi se ero autista. Si, rispose io. Allora, ti sara l’autista del Colonello fin che arriveremo in Palestina. Suo autista normale e in ospedale e tu prenderai il suo posto. Ti gavra un paio di giorni ad abituarsi alla macchina del Colonello (un grande Humber Snipe Staff Car), e poi, fra tre giorni, alle 0500, ti prendera il Colonello alla sua tenda, e ti portera il convoglio del reggimento in Palestina. Tremando, usci dal suo ufficio e andavo al Motor Pool, per prendere possesso della macchina del Colonello. Fra tre giorni preso il Colonello alla sua tenda e via noi dall’Egitto diressi verso il Deserto Sinai e la Palestina.
Tutta un’altra storia. Un anno in Egitto e Palestina, poi 6 mesi di nuovo in Inghilterra e quindi, un ritorno a Trieste nel settembre 1948. Se volete sapere qualcosa di quel anno in Palestina basta chiedermi ma la storia qui e intitolato Un soldato inglese a Trieste.
Ma fa tutto parte di Life’s great Tapestry .
Larry. Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy

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Un soldato Inglese a Trieste
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