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MessaggioInviato: Dom Giu 24, 2007 11:25 pm Rispondi citando
Larry
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Smile Smile Siamo pronti per la continuazione della mia vita a Trieste?
Beh, eccovi qua sotto:
Un soldato inglese a Trieste – punto 5.
Vacanze finite, posso ritornare a scrivere qualcosa di piu della mia vita come soldato inglese a Trieste, (ma questo sta diventando quasi la mia autobiografia). Negli ultimi puntati spiego` della mia arrivata in Trieste nell’Ottobre 46 e la mia partenza per Palestina nel Marzo 1947. Poco tempo per conoscere la piu bella citta d’Italia ma ora, essendomi qualificato come dattilografo/segretario dopo il mio ritorno in Inghilterra dalla Palestina, ho dovuto andare in un campo transito (cioe`, un campo dove doveva andare tutti i soldati che non avevano un reggimento da raggiungere o che spettavano ad essere trasferti da un reggimento ad un altro) ed aspettare un nuovo assesgnazione. Sono andato a vedere il Commandante e ho chiesto se sarebbe stata possible ritornare in Italia e specialmente a Trieste dicendo che avevo una fidanzata li, profuga dall’Istria, che volevo sposare. Dopo un paio di giorni sono stato chiamato all’ufficio dell’aiutante che mi ha detto che la mia richiesta per ritornare in Italia e Trieste era stata ascoltata con simpatia e che dovevo andare a Trieste per raggiungere una squadrone del Royal Signals come dattilografo/clerico. Mi ha consegnato i documenti di viaggio e l’itinerario e due giorni dopo, il 19 settembre 1948, ho preso il treno e sono partito per prendere il traghetto da Harwich per il Hook of Holland e il treno Medlock ‘C’ verso Villacco. Questi treni erano assai buoni, con delle cusciette e carozza ristorante e bar. Un giorno e una notte abordo al treno e poi siamo arrivati a Villacco Dal Villacco un autobus ci portava giu per la vecchia strada fino a Udine e poi Trieste dove arrivo` il 21 Settembre 1948 alla stazione centrale. Un jeep mi aspettava che mi porto` sino alla Via Donadoni e il mio nuovo ‘posting’ a BETFOR Signals. Oramai era tardi e avevo soltanto il tempo per essere assegnato un posto letto e un armadio per depositare la mia roba e poi, messo a posto il mio spazio, andai a camminare un po per la strada, e prendere un biccer nella trattoria davanti alla caserma e via mi a letto.
L’indomani portato nell’ufficio del Colonello, egli esamino le mie carte e fece i soliti commenti poi mi chiede se ho avuto qualche esperienza nella verifica di un maggazino delle scorte di una squadrone. Rispose di no e egli mi disse allora, questo e il tuo opportune. Il capo del magazzino e stato messo in arresto per furto e voglio che tu fai un controllo di tutto quel che dev’essere nel magazzino. Rapporti soltanto e me e nessun altro. Fai un altro serie di libri di quanto ti trovi e paragonarli contro i libri esistenti. Hai una settimana da farlo. E benvenuto alla squadrone.
E cosa ho trovato li dentro al magazzino! Coperte di lana per letti singoli tagliati in mezzo e poi piegati e messi sulle menzole come coverte normali. (Se ti tagli una coverta in mezzo e piegarlo come due coverte messi sulla menzola ti ga una buona coverta per vendere in citta`). Mancavano molti paii di scarpe, non mi ricordo quanti paii di calze di lana, insomma, quasi meta della roba che doveva essere nel magazzino mancava. Fece il mio rapporto al colonello, scritto, presentai i nuovi libri e ho ricevuto i complimenti dal colonello. Poi, dopo, parlando con i miei colleghi spiego un po di quel che avevo scoperto e subito fu condannato come traditore di un college. E subito capivo che in questo caserma regnava quel spirito inglese – il famoso “LORO E NOI”. Loro essendo gli ufficiali e noi essendo loro che non erano ufficiali.
Dopo un paio di settimane chiese una lasciapassare per la fine settimana per andare a Ronchi dei Leggionare per trovare la mia fidanzata, la bella donna da Pola, Celestina. Arrivai a Ronchi e cercavo l’indirizzo che lei mi aveva communicato e scopro che era una grande caserma all’inidetro della citta. Ma non solo questo. Erano due o tre piani della costruzione, con lunghissimi stanze, dove si trovava un muccio di gente, tutti profughi dall’Istria, con nessuna privazia. Le famiglie avevano disteso lunghi pezzi di cordoni attraverso la sala lunga e hanno messo delle coverte sulla corda in modo da creare uno spazio per loro dove potevano avere almeno un poco di intimita. E cussi sono stati ridotti la gente italiana dall’Istria dopo la loro espulsione dal paese dopo l’avento dei jugoslavi. E per ben piu di 3 anni hanno dovuto soffrire quella vita maledetta senza nessun aiuto dal governo italiano. Io, come soldato inglese, con il mio piccolo stipendio, non potevo fare niente. E i preti, nonostante le nostre preghiere che ci volevamo sposare, risposero – ma signori, senza i documenti non possiamo fare niente. E al anagrafi risposero – ma signori, i jugoslavi non ci diano i documenti, dicono che non esistono, che son andai persi, e cosi via. Insomma, un bel pasticcio. Ho chiesto fino al consulate inglese a Venezia per aiuto ritrovare questi documenti, ma essendo un povero soldato e non un ufficiale, che si ne fregava loro al Consulato! Ma almeno non c’eravamo piu tanto lontan l’un dall’altra e potevo avere una lasciapassare ogni due settimane per andare giu a Ronchi. Ma mi rompeva il cuore vedere la mia ragazza ridotta in questa maniera. Purtroppo, essendo ancora 1948, e in Italia, non si poteva andare vivere assieme senza sposarci. E ancora peggio dovevo sempre indossare la divisa militare. Il permesso di vestirvi in borghese non veniva dato sino al 1951. Ti volevi andar in albergo per una fine settimana con un ragazza e ti chiedeva se ti gavevi il libro del matrimonio!! Ma che diavolo jera un libro di matrimonio? Mai sentito nominare in Inghilterra. Tanto, non si poteva nemmeno bacciarsi al aperto per strada a quella volta. O Dio, questa religione cattolica. Quand’e` che arriva al mondo moderno, dicevo. E ogni volta che andavimo vedere il prete per sapere se erano arrivati i documenti (tanti preziosi al prete), egli mi chiedeva – ma quando verra qui da me per fare l’istruzione per diventare cattolico? Qualche volta volevo risponderlo anche nella lingua dei soldati ma tenivo almeno per quel momento, le labbra chiuse. Pero, queste visite a Ronchi mi lasciavo sempre piu frustrato. Bella, si, appassionata si, ma piu di bacii non mi lasciava. Voleva essere una sposa vergine. Sarebbe stata un peccato mortale fare l’amore sessuale prima di sposarsi. Me no male che c’erano delle ragazze che frequentavano il distretto attorno la caserma di Via Donadoni con cui si poteva giocare e divertire ogni tanto, specialmente una da Gretta! Ma neanche quella voleva cedere la sua verginita`! O che brutta vita per un soldato di 22 anni, piena di vita, e circondata di tante belle mule Triestine, e tutti convinti che volevano essere vergini promessi sposi. Almeno potevo andare ballare al Club NAAFI in Via Coroneo, a alle caserme di Montebello, e S.Giovanni o Rossetti. E fu, una sera, nel 1950, ritornando dal ballo a S.Giovanni, nel tram che ci portavo giu a Piazza Goldoni, che sento una voce femminile che mi disse – scusi, sai, ma la tua camicia e rotto sotto il braccio. Stavo viaggiando nel tram senza sedermi e c’era da poco tempo che avevamo avuto il permesso da vestirci in borghese. Avevo acquistato un paio di braghe e una camicia da Godina laggiu di Piazza Garibaldi, anzi, due camicie. Allora, mi rivolgo alla parte da dove veniva questa voce femminile e risposo – peccato. pero, se ti verra fuori con me doman, portero la camicia e tu puoi ripararlo, non pensando per un attimo che lei avrebbe accettata la mia richiesta. Invece, lei si risponde con voce leggera, ‘e va ben. In quale caserma stai tu? Via Donadoni, risposo. Conosci la scuola in quella strada?
Si, risponde lei. Ben, go ditto, se ti vien la doman di sera alle 1930, ti aspettero e cussi ti puoi ripararmi sta camicia. OK, mi rispose. E la sera dopo, alle 7.30 lei jera li davanti quella scuola e cosi cominciava il mio secondo romanzo italiano con tutte le complicazioni immaginabili che potevo solo sognare. (Qualchedun vol comprare una camicia bianca con strisce rossi, rotto sotto il braccio, che ancora oggi non e stata riparata??)
Larry (punto sei in preparazione)

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Larry the Lamb
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MessaggioInviato: Mar Giu 26, 2007 3:37 pm Rispondi citando
Durano e Lodina
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Sta diventando proprio la tua autobiografia, co te gaverà finì te poderia ingrumar tutto e scriver un libro, e intanto noi leggendola e divertimo de sicuro, vai avanti Larry...
Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy
bye
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MessaggioInviato: Mer Lug 04, 2007 9:14 pm Rispondi citando
Larry
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Smile Eccovi quel che aspettavi con ansia, punto 6.
Un soldato inglese a Trieste – punto 6.
Ma prima che comincio questa puntata vorrei copiare qui una frase dal mio oroscopo che e apparso nel giornal inglese ‘The Sun’, Martedi 3 luglio 2007:
“Words you write or share on a website show real flair and it is time you took this talent seriously’ – ‘parole che scrivi o condividere su un sito web dimostrano vero talento ed e ora che prendi questo talento seriamente”. Bello, no? Allora, andemo!
Nel punto 5 sono andato un po troppo avanti senza raccontare una piccola avventura che mi e venuto nel 1949. Dopo aver fatto il controllo del magazzino mi sono entrata nei libri buoni dal colonello, e un giorno mi chiami dentro suo ufficcio e mi disse che se volevo, potevo andare su un corso d’istruzione per diventare un operatore cinematografico il che voleva dire che dovevo andare a Klagenfurt nell’Austria per un paio di settimane.. Rispose di si e cosi mi trovo sull’autobus per Villaco e poi da li portato a Klagenfurt alla Jaeger Barracks (Caserma Jaeger) dove seguiva l’istruzione per essere un operatore cinematografico. Klagenfurt era una bella citta e eravamo liberi ogni sera per andar fuori ed esplorare. Ho trovato un buon ‘gasthaus’ in una piccolo strada non lontano dalla piazza grande della citta. Si chiamava il Gasthaus Blumenstockle. Frequentata dai militari inglesi e americani. Li incontrai due Americani, Castle e Brown. Loro mi hanno sentito parlare l’italiano con la barista e mi sono avvicinati per parlare chiedendomi se avevo una buona conoscenza dalla lingua Italiana. Mi dissero che avevano bisogno di un po di aiuto in una certa affare che conducevano li in citta e in Italia, e mi hanno confessato che erano della CIA e erano in cerca di un gruppo di gente che rubava le auti americani in Trieste e li vendevano in Romania e l’Ungaria. Sempre pronto per un po di eccitazione accettai di prestare loro quanto aiuto volevano. C’era anche in Klagenfurt un Club NAAFI dove tenivano anche balli come giu in Trieste e dopo un paio di bicchiere di birra mi sono recato li per divertirmi. Le mule di Trieste erano, si bellissimi, con delle capelli scuri e gli occhi altretanto scuri ma qui in Klagenfurt, c’erano delle altretanto belle donne con capelli biondi e occi blu celeste. Peccato che dovevamo essere di ritorno in caserma per le 2359 ore ogni sera. Ma lo stesso qualche momento di amore rubato era sempre possible. Una sera sono andato, come solito, al Gasthaus Blumenstockle e era seduto al tavolo bevendo una birra quado vedevo un bel paio di gambe di donna venire giu per le scale del Gasthaus, seguito da una figura magnifico e un viso bellissima sopra. Bellissima donna. Lei si avvicina al banco e comincia parlare in Italiano al barista. Egli la serve e poi, indicandomi disse a lei che io parlavo bene l’italiano. Allora, questa bella donna mi viene vicino e mi chiese se avevo qualche obiezione se lei si sedeva alla tavola mia per magari parlare un po in italiano. Come gentiluomo inglese mi alzo dicendo che non avevo nessuna obiezione, anzi, e cosi siamo persi una mezz’oretta ciaccolando vagamente di niente e tutto. Poi, e venuto giu per le scale un vecchietto che lei mi introdusse come suo zio dall’Ungheria. Io, tanto innocente come ero a quella volta, avevo pensato che la bella donna era una, come si dice, una donna della notte, invece qui mi presento allo zio e ci siamo messi a parlare assieme in tavola. La chiese se lei sapeva ballare e diceva che era il Club per gli inglesi li vicino e sarei stato assai contento se lei poteva venire ballare con me. Mi rispose di si e chiese allo zio se si poteva venire con me al ballo. Permesso concesso, siamo andati al Club NAAFI. Li, nella sala da ballo, c’erano anche i miei conoscenti Americani, Brown e Castle. Immagine la mia sorpresa quando loro mi hanno dimostrato la loro sorpreso vedendomi son questa bella donna. Mi hanno chiesto che nazionalita lei aveva e quando disse Ungherese mi hanno chiesto se lei era in compagnia di qualcun altro dall’Ungheria. Li ho detto del vecchietto nel Gasthaus e loro mi chiesero di tenirgli informati di tutto quanto discutavamo nel Gasthaus nelle serate. Accompagnata indietro al Gasthaus dopo il ballo abbiamo fatto un appuntamento per la prossima sera. Il vecchietto ci ha proposto che, invece che andare al club inglese, andavimo al Bar Adler, una buona ‘night-club’ di Klagenfurt.
Rispose che non avevo vestiti borghesi perche era un locale ‘Fuori Limite’ per le truppe inglese. Mi disse niente problemi, viene al Gasthaus domani e saranno pronto i tuoi vestiti. Egli diceva che voleva anche lui divertirsi un po e allora, l’indomani al gasthaus, mi transformo dal soldato al civile con un paio di braghe una camicia e un pullover. E via noi al Adler Bar, bel posto al centro di Klagenfurt. La lingua Ungherese somiglia molto all’Italiano e abbiamo passato una buona serata, unica problema essendo che non ci siamo lasciati il club fino alle 0130 nella mattina il che voleva dire che dovevo entrare in caserma al nascosto sperando di non essere visto dalle guardie. Affare fatto. Il giorno dopo son andato trovare gli americani e li ho raccontati tutto che era passato la sera prima. Quella sera sono ritornato al Gasthaus e con la bella donna siamo andati di nuovo al Club NAAFI. Mi ha detto che questa sarebbe stata l’ultima sera assieme perche lei e suo zio dovrebbero partire per l’Italia nella mattina per andare a Udine. Una lunga serata di baccii d’addio e rimorsi per forse, non ci saremo mai piu incontrati, ma cussi e la vita e il romanzo tra i giovani dopo una brutta Guerra. Incontri, amori, divertimenti, bacci, addiii. Goodbyes.
L’indomani, essendo un Sabato, niente lavori cussi sono corso giu in citta per trovare gli americani a raccontarci tutto, e loro, con un grande stretto di mano (che mi ha lasciato 200 dollari in man) mi hanno ringraziato tanto e via loro. Qualche mese dopo dai miei contatti in Trieste ho imparato che la donna, suo zio e altra gente erano stati messi sotto arresto e un ‘ring’ italiano, romanese, austriacco, e ungherese era stata chiusa giu e molto meno automobile americani sparivano dalle strade di Trieste.
Ma la mia avventura Austriacco non finiva li! La sera della partenza mattinata della bella ungherese, sono ritornato al Adler Bar, per soffocare i miei dolori in piu buona ambiente di quanto avrei trovato nel Gasthaus. Seduto ad una tavola con un biccer di scotch in man e guardando il cabaret, mi accorsi che nella tavola vicin, era una coppia che parlavano anche loro in Italiano. Guardandoli furtivamente, scopri che l’uomo era inglese, ma non soltanto inglese, jera un soldato inglese, e per di piu, un ufficiale.
Io, essendo biondo/rossiccio di cavei a quell’epoca mi passavo ben per un austriacco ma egli, specialmente con il toso militare e suo comportamento, benche era vestito in borghese, non poteva per niente passare per austriacco. La donna, abbastanza bella anche lei, era evidentemente austriacco. Allora, perche parlavano in Italiano? Vaddo in toilette e quando tornai alla tavola, cambio posto per mettermi la schiena verso di loro come per meglio vedere il palcoscenico. Ma meglio ascoltavo quel che dicevano loro. Quel che ascoltai mi fece brividi. Restai ancora mezz’ora e poi mi alzai e lascai il locale. Subito al Gasthaus per cambiarmi i vestiti e giu alle Quartiere Generali Inglesi nella citta, dove chiese per vedere il capo colonello della sicurezza. Ad egli, confesso che ero stato in un posto ‘Off Limits’ e lo raccontai quel che avevo sentito tra le due personne nel Adler Bar. Gli ho anche raccontato quel che mi era passato con gli americani dalla CIA. Molto sorpresa il colonello mi interrogo` a lungo e poi convinto di quel che lo dicevo, mi chiese se volevo ritornare al Adler Bar la prossima notte per vedere se quella coppia erano di nuovo li. Per fortuna si, erano li e ho visto il uomo passare una busta alla donna, prima che loro si alzaranno e uscire. Oramai era za le una di notte e dovevo rientrare in caserma. Ma questa volta sono stato visto dalla guardia, scortato al posto della guardia e messo sul rapporto. L’indomani ero portato davanti al Colonello della caserma e sentenziato a 168 ore di prigione. Rimaso nella gallera nella caserma per tre giorni mentre passavo gli esame dell’operatore cinematografico e poi scortato indietro a Trieste per passare ancora tre giorni nella prigione militare sulla collina di S.Giusto. Avevo fatto il mio rapporto sal Colonello della Sicurezza a Klagenfurt mentre ero in gallera in caserma ma lo stesso, ho dovuto fare la mia sentenza per avere ‘Broken into Barracks’ alle ore 2 di mattina. A quest’epoca, l’aiutante della mia squadrone in Via Donadoni, non mi piaceva per niente. Io portavo sul petto i nastri delle medaglie che avevo guadagnato durante la Guerra mentre egli, non aveva niente. Non c’era niente amore tra egli e mi. Appena fuori dalla gallera di S.Giusto, ero portato davanti al Colonello, che mi ha detto che dovevo andare davanti al Commandante delle Truppe di Trieste, il Generale Winterton al Castello di Duino. L’aiutante doveva accompagnarmi per l’intervista. Marciato dentro nell’ufficio del Generale, egli chiese al aiutante di lasciarci la stanza e lasciarci noi due soli. Congratulazioni dal Generale che era stata informata da tutto quanto fu accaduto in Klagenfurt, chi, con un riso, disse, la prossima volta che ti si immischia in affare cosi, essere sicuro che ti gabbi un permesso scritto per star fuori dopo mezza-notte. Fra poco ti verra promosso al caporale ma non immediatamente. Ti devi passare qualche tempo di probazione ma sono sicuro che il tuo Colonello mettera in moto le procedure per la tua promozione. Ti pol ritornare alla tua squadrone. Buon giorno. E via mi dall;ufficio. L’aiutante era in cholera fuori aspettandomi. Ma ti pagherei per questo, mi ha detto. E per un anno dopo, fino a quando egli ha ritornato in Inghilterra, mi ha fatto una vita difficile con dei lavori e servizi fuori il normale. Cosi xe la vita militare. Non ti pol andare contro quel che noi, a quell’epoca, chiamava ‘ lo stabilimento aristocratico’ del esercito. Qualche tempo dopo ho sentito che un ufficiale – un capitano inglese, era stata processato da un Corte Marziale e sentenziato a nove anni di gallera per aver passato tanti documenti segreti ad un spia russa. La spia, che si chiamava Maria, non era altra che un agente dalla KGB dall’Unione Sovietica.
Non so se questi due erano la coppia che avevo visto nel Adler Bar in Klagenfurt ma non si sa mai. Ma questi affari mi avevono portato alla conoscenza dalle autorita` militare e dalla GSO(I) –(Ufficiale dallo Staff Generale (Intelligenza) in particolare, e cosi mi porto` in un altra serie di piccole avventure in Trieste. Spieghero nella prossima puntata.
Basta per ora. Settimo puntato fra qualche settimana.
Larry.

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Larry the Lamb
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MessaggioInviato: Gio Lug 05, 2007 6:13 am Rispondi citando
Durano e Lodina
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Grazie xè sempre un piazer leggerte, alla prossima puntata...
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MessaggioInviato: Gio Lug 05, 2007 8:59 am Rispondi citando
Luther Blisset
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Caro Larry, 'ssai el quel che te scrivi...ma te ga mai pensà de meter tuto in un libro? A Trieste anderìa a ruba.... Very Happy

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"Non c'è critica più feroce della minuziosa descrizione dei fatti" (Von Moltke)
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MessaggioInviato: Gio Lug 05, 2007 9:18 am Rispondi citando
servolo
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Luther Blisset ha scritto:
Caro Larry, 'ssai el quel che te scrivi...ma te ga mai pensà de meter tuto in un libro? A Trieste anderìa a ruba.... Very Happy


Salve, Larry gà messo tuto su un cd:


Sono stato li,ho fatto quel,
(però non ho la maglietta)

L'autobiografia di un viaggiatore
da Thomas (Larry) S.

..........se Larry me dà el permesso possa scanerizzar la copertina.
Saluti
Servolo

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se no guanta cambia
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MessaggioInviato: Gio Lug 05, 2007 9:23 pm Rispondi citando
aurio
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Larry, che vita aventurosa! Da vero par de leger un romanzo sula guera freda!! Credo che quel che te ga sempre salvà sia stà un gran spirito de adatamento, e l'aver sfrutà con giudizio le circostanze anche avverse che el destin te ga butà fra i pìe comprese vere e proprie spy-stories!!!
Se pol far un film "La spia cole orece a vela"!!
Complimenti vivissimi e contine ancora .....

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AURIO
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MessaggioInviato: Ven Lug 06, 2007 3:44 am Rispondi citando
york
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Legendo Larry, sentivo in lontananza la musica ''del terzo uomo'' sonada da un zither... Cool Cool Cool

York Very Happy

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MessaggioInviato: Ven Lug 06, 2007 10:59 pm Rispondi citando
Larry
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Smile Grazie, gente, siete troppi gentili. Servolo, puoi fare quel che vuoi con il CD, nessun problema. Pero, quel che ho raccontato la sora non si trova nel libro. Ed e soltanto adesso che posso scrivere qualchecosa del genere perche quel racconto fu coperto dagli Secrets Act of GB sino all'anno scorso e percio non e incluso nel libretto.
Luther, quando vengo a Trieste la prossima volta (e spero che pol esser in Settembre quest'anno - se no, Giugno 2008) con chi devo negoziare per la publicazione? Ho, si, un conoscente - giornalista - che lavora per Il Piccolo, un certo Signor Spirito. O magari, dovrei rivolgermi direttamente a Berlusconi, capo del Mondadori????
Aurio, aspetti che riva la prossima puntata, un po dalla mia vita 'sotto i coperti' a Trieste nella citta vecchia!!
York, se ti sa suonare quel zither, fammi un disco, che aggiungero al disco della mia autobiografia, volume 2, che al momento non va piu avanti. Devo pensar della mia famiglia e prima di scrivere quel che saria piu scottante debbo preparargli per il peggio. La prima volume contava solo dieci copie esclusivi per la mia stretta famiglia. Poi lo ho messo sul CD e qualche buon amico ha ricevuta una copia. Come ga Servolo.
Saluti tutti. Non stai avere brutti sogni del spionaggio, io non ne ho mai avuti. Come acqua sulla schiena dell'anatra!! Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy
Larry

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MessaggioInviato: Sab Lug 07, 2007 1:18 pm Rispondi citando
Durano e Lodina
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Caro Larry,
secondo mi poderia esser interessada la EL Edizioni de Trieste,
i xè de San Dorligo e i pubblica, de solito, storie e storia de Trieste,
per mi, scritto in un italian più pulito, te iutemo noi quando te vien a Ts,
poderia venirghe fora un roba assai cocola...
bye
Cool
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MessaggioInviato: Dom Lug 08, 2007 9:47 am Rispondi citando
servolo
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Durano e Lodina ha scritto:
Caro Larry,
per mi, scritto in un italian più pulito, te iutemo noi quando te vien a Ts,
poderia venirghe fora un roba assai cocola...
bye
Cool


...........mi penso che scrito in un italian più pulito perdessi gran parte del fascino dei scriti de Larry.
Servolo

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MessaggioInviato: Dom Lug 08, 2007 10:49 am Rispondi citando
Luther Blisset
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....caro Larry, se te ga come referente Pietro Spirito, penso che te son più che a posto...comunque scoltassi anche quel che disi Durano e Lodina...podessi vignir fora un bel libro con le tue storie e le foto de Trieste de quela volta.....visto qel che gà a disposizion la EL...

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MessaggioInviato: Dom Lug 08, 2007 10:53 pm Rispondi citando
Larry
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Smile Smile Beh, merita qualche studio. Tutto quel che ho scritto sinora rimane sul computer, e non sara mica difficile raccoglierlo e mettere su un disco CD. Pensero sopra. Grazie dell'avviso. Ma ora devo mettermi a pensar e ricordarmi gli eventi che saranno nella settima puntata. Ciao, siori, bona note.
Larry

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Larry the Lamb
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MessaggioInviato: Lun Lug 09, 2007 7:52 am Rispondi citando
Durano e Lodina
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Grazie Larry, attendo con trepidazione...
bye
Very Happy
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MessaggioInviato: Lun Ago 06, 2007 10:29 pm Rispondi citando
Larry
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Smile Smile Per i tifosi, eccovi la puntata 7.
Un soldato inglese a Trieste – punto 7.
Dove eravamo alla fine dell’ultima puntata? Ah, si, la mia piccola avventura nell’Austria mi aveva portato alla conoscenza del GSO(I) del BETFOR. Pero, jera un paio di mesi dopo il mio ritorno a Trieste che mi son stato chiamato giu al Molo 3 Novembre e le Quartiere Generali. In quel paio di mesi mi sono di novo inserito nella vita sociale attorno alla caserma di Via Donadoni. Ma ero bello attorno quella piccola caserma. Proprio davanti al porton della caserma, che non era che una piccola casa a due piani in una strada qualunque con nessuna importanza e che non era nemmeno differente dalle altre case, aparte dal fatto che le altre case erano tutti blocchi di apartamenti s quattro o cinque piani, proprio davanti c’era una trattoria, beh, si potrebbe ciamarlo ‘trattoria’ ma era piuttosto un bar per i soldai dalla caserma perche poche volte go visto gente li dentro che magnavono alla normale. Pero il vin e birra jera bona, e l’oste serviva un bon pannino con un omelette dentro, o magare formaggio, pan e cipolle come chiedevano gli inglesi. Uscendo dalla caserma e voltando a destra jera la Via Petronio e un tipo di piazza con una cesa e una scuola grande. Appena voltando as sinistra dentro Via Petronio c’era una piccola biscotteria dove faceva i wafer. Oh che bon odori uscivano da quel posto in cantina.. Era un vero piacere camminare davanti. Un po piu avanti c’era un’altra piccolo strada Via Vittorino e sul canton di questa strada jera una piccola osteria dove l’oste teniva sempre sul banco un paio di piattini pieni di girai fritti, quei piccoli pesci dalla baia di Trieste, che ti potevi magnar mentre bevevi un biccer di vin bianco oppure, essendo che teniva sempre in piccolo armadio di vetro degli ovi sodi, come facevamo noi soldati inglesi, un concorso per chi poteva magnar piu ovi sodi senza bere qualcosa. Difficile magnar piu che due, perche il giallo dentro era tanto secco. Dopo questa via c’era la famosa Via delle Settefontane. Strano nome per una strada e noi soldati inglesi andavimo sempre in cerca delle fontane. Per un inglese, una Fontana e piuttosto una statua dentro un cerchio di granite e con l’acqua che esce da sopra, mentre a Trieste pareva che una Fontana e soltanto un tubo che esce da un muro da dove vien acqua da bere. Delle volte abbia anche un vassoio sotto il tubo e forse anche il tubo esce fuori da un viso o da una stemma di qualcosa, ma come Fontana che conoscevamo noi inglesi, niente da fare. C’era una grande scuola e una chiesa didrio e vis-à-vis la scuola nella Settefontana c’era un posto dove giocavano il palacanestro. Andando giu per la Via Vittorino si entrava nella Piazza Perugina che aveva, si, una Fontana e ogni tanto anche un mercato all’aperto ma piu importante c’era un bel bar che si ciamava, non so se mi ricordo ben dopo tutti quest’anni, il Gatto Nero. Ed era sempre affollato dagli inglesi da Via Donadoni o Caserma Rossetti. E tante belle mule Triestine. Ma bar cussi non esistevano in Inghilterra a quell’epoca. Se uno voleva bere alcool, doveva andar in un ‘pub’, cioe, un locale con una licenza da vender alcool, ma sempre chiuso via dallo sguardo della gente che passava. Fino alle finestre che frontavano la strada ersano di quel tipo di vetro che non si pol veder oltra oppure dal vetro colorato con il reclame dalla birreria. Neanche oggi non e tanto differente con le ‘pub’ inglese. Non sono dei posti invitante come i bar in Italia o Francia e dove ti pol seder fuori e bere un biccer di vin o birra o consumar un caffe o un gelato. Va ben, in Inghilterra son pochi di quei giorni belli col sole durante un estate ed e di rado che la temperatura sia sufficiente alta percio che la gente vol seder fuori. Ma la Piazza Perugina era sempre piena di soldati inglesi di sera ed erano anche sempre delle belle mule che venivano per un po di compagnia differente da quel normale italiana. E poi, anche, i soldati avevano piu soldi che i muli Triestini e erano anche piu generosi. Alla fine della sera, verso le undici e mezzo – perche i soldati dovevano essere di ritorno in caserma per le 2359 – si vedeva qualche coppia camminare via dal bar, lungo Via Conti, o giu verso Via Ugo Foscolo o Via Luciani, in cèrca di quei posti nascosti dove si poteva fermarsi per un baccio o una caressa. Nella Via Ugo Foscolo c’era anche una scuola con tanti posti nascosti attorno le mura sotto gli alberi…Conoscevo uno o due posti anch’io dove potevo portare la bella mula che conoscevo che stava su in Gretta, e doveva prender il tram dopo in Piazza Goldoni. Ahime, bei giorni. Ero tanto giovane e la mia vita ancora doveva svegliarsi.
Poi, un giorno sono stato chiamato dentro l’ufficcio del aiutante. Mi disse ‘non so che cosa hai fatto sta volta, ma ti devi andar giu ai Quartieri Generali per vedere il GSO(I). Ti son davvero un disastro vivo, ti’. Protestai che non gavevo nessun idea di perche dovevo andar vedere il GSO(I) e via mi, tanto trepidante. Arrivato ai Quartieri Generali sono stato scortato al ufficcio di un Colonello. Mi fece fare un esame nella lingua Italiano e anche come parlavo il dialetto Triestino. Mi ha interrogato a lungo e alla fine mi disse che aveva un lavoro per me se volevo accettarlo. Questo sarebbe stato segreto ma mi eccitavo sentire quel che voleva che io facessi. In questi tempi il porto di Trieste era ancora un posto dove arrivavano le navi che portavano merce che doveva essere portata in Austria e vari altri paesi dell’Europa. Per non dire che entrava anche droghe e altra merce contrabbandiera. Il mio compito era da frequentare posti nella citta vecchia dove andavano i marinai delle navi che entravano in porto e cercare di ascoltarli e osservarli per vedere se potevo indovinare quel che facevano. Potevo vestirmi in borghese e frequentare i ‘night’ come il Bar Messico, il ‘Bucco nel Muro’ e posti del genere. Avevo un conto spese abbastanza buono ma dovevo fare finto che non ero un soldato bensi una persona libera. Ancora meglio, avevo una lascia passare che mi permettevo di star fuori di notte sino alle 0130. Che bellezza. Ma non ogni sera. Mi arrivava un ordine ogni tanto per andare giu quando arrivava una nave mercantile o una nave di guerra Americana o Inglese. Chiesero e ottenevo il permesso di poter andar ognji seconda fine settimana a Ronchi dei Leggionari per vedere la mia fidanzata, profuga da Pola. Il Bar Messico, in, se mi ricordo bene, Via Imbriani, vicino alla Piazza Goldoni, non mi piaseva per niente. Cosi concentravo i miei sforzsi nel Buco nel Muro, che jera giu nella Piazza Grande a quella volta. Divento amico del gerente che, stranamente, doveva diventare una mia – modo da dire – parente, perche era il marito di una donna che era cugina della mula che nel futuro, avrei sposato. C’era anche un altra ‘night’ situato nel grattacielo in Via Battisti ma non mi ricordo come si ciama, cerco anche quel che voio, ma non mi vien. Forse qualche lettore/trice roconoscera. C’era molto piu lussuoso del Buco nel Muro ed era un posto dove andavono gli ufficiali Americani e Inglesi . Allora, una sera ho deciso di andare vedere come furono l’ambiente. Seduto al bar ad un tratto una mano mi tocca la spalle e una voce Americana mi chiese cosghe facevo li dentro. Voltai e sorpresa, sorpresa, c’era uno degli Americani che avevo incontrato in Klagenfurt in Austria. L’ho chiesto egli nello stesso modo e mi rispose che stava riposandosi e mi invitai a raggiungelo alla sua tavola. Altra sorpresa. Era suo amico da Klagenfurt. Ma cosge xe, sieti gemelli, chiese. Quasi, mi rispose, lavoriamo sempre assieme e siamo qui per lavoro. Allora, e meglio che me ne vaddo subito, perche l’ultima volta che go fatto qualcosa per voi due mi son finito in galera. Che ridade. Pero mi disero che dopo l’affare in Austria e il successo nel catturare la banda Romanese che rubava le machine dai soldati Americani in Trieste, e venuto alla luce che quella banda era anche coinvolto nello spaccio delle droghe. Mi hanno indicato un tizio al bar e disse che era egli il sospettato capo banda. Ancora piu strano, ho detto, pero, non e Romanese, e Pugliese, per di piu, e` un Mafioso ed e legato ad un Egiziano che ha dei buoni connezioni nell’Alessandrio e i fornitori di hashish. Di fatti, io l’avevo avuto sott’occhio per qualche tempo dopo che una mia conoscente dalla Piazza Cavanna mi aveva avvisato di star lontano da egli. Buona sorpresa per i miei amici Americani che erano appena venuta alla conoscenza di quest’uomo. Ma erano ancora sorpresi di imparare che faceva ora un po di lavoro come loro ma soltanto ‘part-time’ non tutti i giorni. Abbiamo passato una buona serata assieme e, lasciandoci ci siamo promessi di mantenere contatto. Alla Bar Roma, vicino al Ponte Rosso, che era un luogo dove andava molti Americani. Andai parecchie volte dopo alla Bar Roma ma non trovai mai piu questi due Americani. Ed era anche sparito il Pugliese da tutti i posti dove lo avevo visto nelle mie ricerche. L’Egiziano era anche sparito e cosi, non potevo trarre altra soluzioni che gli Americani li avevano arrestati e messi fuori circolazione. Il traffico nelle droghe era anche molto ridotto per un po e cosi, ho chiesto di ritornare alla mia normale vita. Domanda ascoltato ma voleva dire che non c’era piu un conto di spese senza conti, e dovevo essere anche mi di ritorno in caserma alle ore 2359. Un po noiso ma anche un po meno eccitante.
E ora bisognerete aspettare per la prossima puntata.
Larry. Evil or Very Mad Evil or Very Mad Very Happy Very Happy

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Larry the Lamb
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Un soldato Inglese a Trieste
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