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MessaggioInviato: Lun Mag 14, 2007 10:12 am Rispondi citando
Durano e Lodina
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Mamma mia quante avventure... e disaventure...
ma anche se no te parli tanto de Trieste, per mantener el filo della storia, racconta avanti tutto quel che te xè sucesso dopo l'Egitto.
bye

Smile Smile Smile
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MessaggioInviato: Sab Mag 19, 2007 4:20 pm Rispondi citando
kaskop
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Ciao Larry,

dai contine avanti che me par de sentir mio nono co iero picio
e el me contava dele sue storie de prigionia in Africa. Che interesante che iera!

Saluti

Kaskop
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MessaggioInviato: Sab Mag 19, 2007 6:00 pm Rispondi citando
Durano e Lodina
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Come xè Larry?
Sento la tua mancanza.
Sento la mancanza del tuo racconto.
No farme venir el magon, dai, va avanti.
bye
Evil or Very Mad Evil or Very Mad Evil or Very Mad Evil or Very Mad Evil or Very Mad
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MessaggioInviato: Sab Mag 19, 2007 10:57 pm Rispondi citando
Larry
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Ma go altri lavori da fare anca mi. Ma, se ti vol, eccoti un'altra puntata.
Un soldato inglese a Trieste – Intermezzo

Ho lasciato Trieste nel Febraio 46 e son ritornato in settembre 48. Quanto segue e un racconto di quanto e accaduto nel intervallo. Avevo detto nel ultimo punto che son andai in Egitto e li sono stato promosso al autista del colonello dalla mia squadrone di marconisti. Cussi, una mattina alle cinque ore, sono andato prendere il Colonello e abbiamo cominciato il nostro viaggio verso la Palestina. Abbiamo preso la strada da Quassasin in direzione di Porto Said, e un po prima di quella citta abbiamo virato a destra per prendere la strada che dovrebbe portarci alla Palestina. Questa strada attraversa pero il deserto Sinai. Uno dei piu caldi del mondo. Questo ero la mia prima volta nel deserto. Guidavo la macchina del Colonello con egli seduto didrio e eravamo al capo di un convoglio di altre machine della squadrone. Ma nessun mi aveva detto che in un deserto si incontra della nebbia. Alle 6 ore di mattina una nebbia fitta che non si poteva vedere piu da cinque passi davanti alla macchina. E questo duro` per almeno una mezz’ora. La strada era una strada normale a due corsie, non un autostrada. Meno male che a quel ora di mattina non c’erano auti o machine che venivano giu contro di noi. Poi, passata una mezz’ora, la nebbia cominciava a schiarirsi, e potevamo aumentare la velocita. Ma se xe qualcuno che pensi di andare vedere un deserto, ti consiglio di scegliere la Tunisia o la Libia. Almeno li ci sono delle umani vivi che ti pol veder lungo la strada. Il Sinai non c’era altro che sabbia. Ad ambedue le parti della macchina sabbia. Quasi montagne di sabbie. Indifferente dove guardavi c’era sabbia. Le dune volavano su e giu in un passaggio senza fine. Non c’era nessuna erba ne anima viva aparte noi che dovevamo seguire quella striscia nera di asfalto. E questa striscia di asfalto andava anche su e giu per le dune. Era una strada dritta. Non c’era curva ne deviazione per ore dopo ore. E andava su e giu per le dune. Alla cima della dune, i costruttori della strada ne avevano allargata la strada e in mezzo c’erano impiantati rocce in modo che un autista doveva girare un poco di una parte. La mia macchina era, come normale inglese, di guida destra e noi dovevamo andare sulla parte destra della strada. Si faceva cosi. Avanti diritto per mezza miglia, terreno piatto, poi arrivava una dune di sabbia. La strada montava la dune, e in cima, dovevo girare il volante a destra per evitare le rocce per poi girare di nuovo a sinistra per mettermi di nuovo sulla strada giusta. E per tutto il lungo viaggio jera cussi. I costruttori della strada hanno fatto altra roba per ‘aiutare’ le autiste. Le barile che contenevano il cattrame per fare e riparare la strada, una volta svuoti, ne riempivano di sabbia, e li davano un mano di vernice bianco e nero attorno e li lasciavano sul fianco della strada in modo da seperarla dal deserto. Hanno anche pitturato una serie di striscie bianche in mezzo della strada come esiste in Europa. Dopo un paio di ore di guido, mi sento due mani sulle mie spalle e il Colonello mi tirava giu nella sedia. Nel monotono del viaggio avevo cominciato seguire cogli occhi la striscia bianca, e infine, la seguiva sotto il motore davanti. Poi, quelle barrile lungo le parte della strada. Ti sentiva un ‘swish’ dopo uno ‘swish’ dopo uno ‘swish’. E la tua testa cominciava a girare a destra e sinistra per cercare da dove veniva sto rumore. Dopo due ore il Colonello dava le ordine di fermarsi e cambiare autiste. Ci fermemmo e salivemmo dalle machine. La temperature fuori era gia sulle 35 gradi C. Quando ho lasciato il campo in Quassasin, avevo assicurato che il radiatore era piena di acqua, e che la pressione d’aria nelle ruote jera a 30 libre per once quadrato di pollici. Tempo ora da controllare olio, acqua e pressione. Ho dovuto mettere acqua, l’olio andava bene ma ho dovuto lasciare andare fuori dale ruote aria. 15 minuti ed eravamo ancora in movimento. Quindi, ogni ora dovevamo fermarsi, cambiare autista, controllare olio, acqua e pressione d’aria nelle ruote. Poi, via di nuovo. Poi, a due terzi dalla distanza tra l’Egitto e la Palestina, sorpresa, sorpresa. C’era li, a destra, non un miraggio, ma un’area di servizio, con anche una piccolo NAAFI club, dove potevimo prendere una tazza di the`. Roba da non credere. Proprio li, nel mezzo del deserto, un’area di servizio mantenuto dal esercito inglese. Non avevo voluto essere un membro del corpo di servizio e dovria essere di servizio in quel luogo. Eppure, c’erano dei soldati inglesi che gestivano quel posto. Una mezz’oretta li e ancora in macchina verso la Palestina. Pian, piano, cominciava cambiare il terreno. Le dune sparivano e c’erano delle colline normali con dell’erba e colori diversi. E finalmente, dopo un cinque, sei ore, li, a destra c’era una citta`. Beersheba. Citta costruita da Davide per la regina Sheba, quando lei e venuta trovarlo tanti anni fa. Come si chiama oggi quella citta`? E sempre Beersheba o ora si chiama Ba’atsheba?. Ancora un ora e a sinistra appariva un’altra citta`. Gaza. Mess’ora dopo ed eravamo arrivati alla nostra nuova dimora, Campo Julis. Gia tutto attrezzato, tende e strade e NAAFI club, e mensa, tutto quel che soddisfa le necessita di una brigata di un esercito. Un campo separato per gli ufficiali e li` deposito` il mio Colonello, che mi saluto` e dice, ‘doman ti pol riposare. Non avro bisogno da te per un paio di giorni’. Vai trovare il tuo posto con il squadrone’. E cussi, mi son arivato in Palestina. Dovevo consegnare la macchina al pool, ma prima dovevo congtrollare olio, acqua e pressione. Avevo iniziato il viaggio in Egitto con 30 nelle ruote. Durante il viaggio avevo dovuto lasciare scappare aria dale ruote, ma ora jerano ancora troppi gonfiati. Li facevano tornare al normale di 30 libre. La mattina dopo, quando andai per controllare di nuovo la macchina, tutt’e quattro delle ruote erano piatti. Niente, ma niente piu aria.
Ma quella sera, ero proprio nel paese dove il nostro Dio, Jesu Cristo, aveva caminato e pregato. Un momento solenno e sentivo un brivido giu per la schiena quando mi e venuto quella realizzazione. Ma che cosa facevo io qui? Che destino mi avevo portato in questo paese di cui avevo sentito tanto parlar quand’ero giovane e frequentavo la chiesa in quel lontano paese di Bromyard nel Herefordshire in Inghilterra.
Ma gia sentiva l’odore delle narance e limoni che permeava l’aria del campo.

Oramai mentre che scrivo questo vedo che diventa tardi. E gia 2300 ore qui in GB, 0000 in Italia. Cosi chiudo questo punto qui per fare un altro punto – forse doman – ma ora vaddo dormire. Buona notte tutti. Larry.

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Larry the Lamb
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MessaggioInviato: Dom Mag 20, 2007 8:48 am Rispondi citando
Durano e Lodina
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Neutral Neutral Neutral Neutral Neutral Forsi qualche folletto te gonfiava le gomme de giorno e le sgonfiava de notte ? Neutral Neutral Neutral Neutral Neutral

Avanti cussì che oramai se gavemo appassiona alla tua storia come a una telenovela...
Bye
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MessaggioInviato: Dom Mag 20, 2007 9:44 am Rispondi citando
margherita
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Cavolo Larry ma che memoria ! Smile Smile
Alla prossima puntata .!

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MessaggioInviato: Lun Mag 21, 2007 10:36 pm Rispondi citando
Larry
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Smile Smile E come una telenovella ti do un resoconto di quanto sara nella prossima puntata.
Chi era il mio Colonello
Come NON arrivare a Gerusalemme
Visita al Mare Morto e le banane di Gericho
Cena con i Beduini nel Negev
Visita alla citta di Petra
Altre attraversate del Deserto Sinai
Arriva la Pioggia nel campo.
Arance, arance, pompelmi e banane
Un attacco di foruncoli
Invito ad uno sposalizio arabo
Ritorno in Inghilterra
quindi il mio ritorno a Trieste.
Bastera cussi?
Pero, bisogna che ricordati che tengo io i diritti du autore - Copyright!!
La prossima puntata forse doman di sera o Mercoledi.
Ora vaddo a farmi una doccia e poi a nana.
Larry Evil or Very Mad Evil or Very Mad Evil or Very Mad Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy

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Larry the Lamb
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MessaggioInviato: Mar Mag 22, 2007 5:10 pm Rispondi citando
Durano e Lodina
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Cavolo, che avvernture, Larry.
Te ga avù una giovinezza proprio "piena".
Pecà che no te vederò al 5° raduno, ma forsi al 6° chissà...
bye
Cool Cool Cool Cool Cool Cool Cool Cool Cool Cool
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MessaggioInviato: Mer Mag 23, 2007 10:39 pm Rispondi citando
Larry
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Smile Intermezzo punto 2:
Eccomi con il mio jeep nel campo Julis in Palestina nel agosto 1947. Ma la fotografia non e venuta fuori. Cerchero di ritrovarla e metterla in un posto separato.
Questa fotografia l’ho inviato alla mia madre dal campo. Ma avevo detto da spiegare chi era il mio colonello. Tenente-colonello W.A.K.Stoddart (chiamato Wakky) e avevo imparato che egli fu prima della Guerra un vero corridore automobilista. Era un campione nelle rally nella Scozia e l’Inghilterra, e io dovevo portarlo attorno in una macchina grande come se fosse un nabbobo! Un giorno egli mi disse, ‘Southgate, ti ga piedi come un elefante. Domani andremo fuori e io ti imparero come guidare’, e l’indomani siamo andati fuori nel deserto dove per qualche oretta egli mi mostro come essere un buon’autista. Soddisfatto, mi disse, ‘ben, ora son contento. Torniamo in campo ma non stai mai dimenticare quello che ti ho imparato’.

Dopo un paio di giorni nel campo, durante qual tempo eravamo istruiti nello scopo della nostra missione in Palestina e chi erano nostril nemici. La Haganah e la Irgum zvai Leumi. Nemici spietati avevano gia fatti esplodere una bomba nel Hotel Davide in Gerusalemme ed avevano catturati due sergenti di un reggimento inglese e uccisi questi da impiccaggio. Dovevimo essere sempre sul qui vive. Ma noi eravamo quasi sempre chiusi dentro quel campo nel deserto. Essendo una squadrone di marconisti dovevamo sempre mantenere aperti le linee di communicazione e tutto il nostro lavoro si conduce dal campo, mentre i reggimenti di fanteria erano quasi sempre fuori in cerca dei terroristi. Io ero un po piu fortunato dai miei compagni perche ogni tanto dovevo portare il colonello in qualche luogo come Tel-Aviv e Haifa o Gaza. Poi, un giorno dovevamo andare a Gerusalemme. All’uscita dal campo funzionava un sistema di semafori. Segnale verde ti potevi uscire senza una scorta, segnale ambro ti potevi uscire con un jeep e quattro soldati armati, segnale rosso ti potevi uscire ma soltanto con una scorta di una macchina blindata davanti e un jeep con quattro soldati armati dietro. Il giorno in cui dovevamo andare a Gerusalemme il segnale era ambro, cosi con un jeep davanti semo usciti dal campo per prendere la strada lunga la pianura di Julis per poi entrare nelle colline che procedevano la citta.
La macchina jeep aveva il solito protezione davanti il radiatore e cioe, lunghi pezzi di metallo nella forma di un ypsilon invertito, e con una curva in cima del metallo centrale, per proteggere gli occupanti del jeep dalle fil di ferro che i terroisti tendevano attraverso le strade per bloccare le nostre machine mentre loro montava un imboscata. Tutto procedeva lisso durante il nostro viaggio fino a quando entravamo nel bosco sulle colline prima di Gerusalemme. Ad un tratto vedo il jeep davanti fare un salto mortale davanti di noi. I quattro uomini della scorta furono gettati fuori dal jeep in tanti direzioni e aspettavamo il solito fucilato dal bosco. Sta volta niente. Ci fermiamo per rendere pronto soccorso ai soldati gettati per terra e rimettere il jeep su quattro ruote. Questa volta i terroristi avevano tirato attarverso la strada non un sottile fil di ferro ma un grosso cavo e poi avevano scappati pensando che questo sarebbe stato sufficiente per uccidere qualcuno. Invece, pochi feriti e lesioni e abbiamo potuto andare avanti a Gerusalemme e l’Hotel Davide che funzionava come i quartieri generali dalle truppe inglesi in Palestina.
Pero, non era tutto lavoro in Palestina. Dopo un paio di mesi abbaiamo organizato una gita al Mare Morto. Dovevimo attraversar Gerusalemme per poi prendere la strada per Gericho ma invece di girare a sinistra per Gericho andavimo diritto e li davanti era il famoso Mare Morto. Siamo stati avvisati prima da partire dal campo da non tufarsi dentro al mare ma ci son sempre della gente che ignora i buoni consigli e due dei nostri compagni si sono corsi verso l’acqua per tufarsi dentro. Sono ritornati alla spiaggia con degli occhi e le labbra sanguinanti. Ma li ti potevi sedersi nell’acqua come in un poltrone e legger un giornal. Non ti pol andar sotto l’acqua. E tutto dintorno sono delle pozze di colori giallo, rosso, blu, verde, come una sabbia di tecnicolore, ma dei giacimenti di fosfati estrati dall’acqua sotto il sole che brucia. Poi, tempo da tornare al campo. Arrivati alla contrada per Gericho, avevamo visto una piantazione di banana. Fermi le machina, un salto oltre il siepe, e via noi con il camion piene di banana. Saria un cambio dei soliti arance e pompelmi che erano sempre li nel campo alla nostra scelta. Ma ovunque ti andavi, se ti volevi un’arancio, ti rallentavi la macchina, mettevi la mano duori dalla finestra, e ti prendevi uno di quei gigantic arancie Jaffa. Una volta siamo andati anche in Giordania per visitare la bellissima citta di Petra. Magnifica. Un intera citta tagliato dentro nel fianco di una montagna. Non potevamo entrare con le machine ma dovevimo lasciare le machine prima di un defilo, e andare avanti o a piedi o a cavallo.
Ma tutta rosa, una vista incredibile. Questo nel 1947, oggigiorno credo che sara piu adatto al turismo ma son felice di averla vista prima.
Col mio colonello ero gia stato un paio di volte di nuovo nell’Egitto fasendo quel maledetto strada attraverso il deserto Sinai e fin giu a Porto Tewfiq, sui laghi grandi in mezzo al canale Suez. Un giorno ritornando e dopo aver sostato all’area di servizio in mezzo al deserto abbiamo tutt’e due sentito il richiamo dalla natura cosi, ho fermato la macchina nella zona verde prima di Beersheba per cercare un posto adatto.
E li ho visto quel che pensavo un miraggio. Ma che, miraggio? No signori, niente miraggio. Angurie. Belle grandi, rotondi, angurie. Chiamato il colonello, e siamo tornati alla macchina un paio di volte per caricare quella bella frutta nel coffano per portarli in campo. Ho avuto tanti amici quella sera in campo. Pero, ha chiesto che le sementi non furono sputtati via ma salvati per provare farli crescere attorno alle tende.
E nella nostra tenda c’era anche un domestico per aiutarci tenire la tenda libera dalle insetti. Un cameleonte. Bellina e anche abbastanza grande. Li portavimo anche verdure dalla cucina per mangiare e aveva anche il suo piattino speciale per l’acqua. Ma non e del tutto vero che loro cambiano colore per accordare con i dintorni. Le nostre tende erano bianche e grandi, con posti per 4 soldati in ogni tenda e tutto per cattiveria li mettevano quel povero cameleonte sulla tenda da fuori. Povero, quasi diventava matto.
Altro giorno, altro ordine di portare il colonello a Gerusalemme. All’uscita dal campo il semaforo mostravo verde. Allora, via noi con lo grande staff car Humber Snipe. Ho detto prima che c’era una lunga pianura prima di arrivare alle colline davanti da Gerusalemme. Andavimo bene quando ad un tratto notai un posto di blocco nella strada avanti. Dicevo al colonello e egli mi risposi, ‘non ci dev’essere un posto di blocco qui’. Allora un posto di blocco era facile fare su una strada lunga, stretta e dritto. Si usava 9 barrile pieni di sabbia. 3 di una parte della strada, tre dell’altra parte e ancora tre dopo in mezzo, in modo che ti dovevi fare un zig-zag dentro nel posto di blocco. Allora il colonello mi disse ‘non e di nostri. Preme l’acceleratore fin giu, tutta la velocita che ti pol. Poi, ti diro abbasarti. Ma tenir fortissimo al volante e non sta lasciarla andar. Sempre piu veloce, 100 all’ora se ti pol’. Seguo i suoi comandi e sento un terribile boato davanti e dentro della macchina poi, il pat, pat,pat, pat di una mitragliatrice, altro boato e eravamo fuori e andando verso Gerusalemme come ‘un bat out of hell’ (un pipistrello scappando fuori dal inferno?). Ti dico mi!. Tremavo, gavevo una paura tremendo, ma riusci portare la machine al Hotel Davide. Li, il sergente di servizio mi disse, ‘Cio`, costiga fatto con sta macchina. Ti gavrai da fare con il tuo commandante’. Il mio colonello mise la testa fuori dalla macchina e disse, ‘ essendo io il suo commandante, gavra invece una fine settimana di riposa’ e via noi. Consegno la macchina al pool e salto giu dalla mia posto di guido. La macchina Humber era una di quei tipi vecchi in confronto di oggi, con un gradino lungo la parte dell’autista e passeggeri, poi un’altra gradino per entrare dentro. Tutto lungo il cofano davanti e fino a sui gradini c’erano dei fori che non c’erano stati li quando siamo andati fuori del Campo Julis. E proprio sotto i miei piedi! Nervoso? Tremavo? Macche! Oramai, jera troppo tardi per essermi nervoso.. Ma gavevo un gran voglio di andar sedermi nel toilette! Il colonello ha preso posti per la notte al albergo e quella sera nel bar dopo aver raccontato la nostra avventura, molto delle bevande furono gratis.
Avevo degli amici anche nel reggimento della fanteria vicino al nostro parte del campo e mi disevano che andavano fuori per fare una pattuglia nel deserto una sera. Allora chiedo permesso dal mio colonello e anche dal colonello della fanteria per accompagnarli. Jera le 1700 ore quando semo partiti dal campo e siamo andati verso Beersheba per poi girare a sinistra nel deserto e la Negev. Verso le 2000 ore siamo incrociati con una caravanna dei Beduini campati nel deserto. Ci fermiamo e lo Scieco della caravanna ci hanno invitato a cena. Accettata subito abbiamo cenato con loro sotto le stelle e le loro donne erano bravi cuochi e specialmente i dolci dopo. E ti potevi scegliere sia the` o caffe` per bere dopo assieme all’Arak! Buonissima serata. E parlare dell’Arak. Nel Campo Julis c’era un Club della Naafi, gerente dal quale era un Arabo. Gli Ebrei non furono permessi di entrare nei nostri campi a quel tempo. Son diventato amico di questui, che una sera, parlando con me e qualche amico, ci han invitati ad uno spozalizio nel suo villaggio un mezzo kilometro distante dal campo. Abbiamo chiesto permesso dal colonello e siccome c’e stato un po di pace nella nostra zona per qualche tempo, egli diede il suo permesso ma dovevimo essere di ritorno al campo per l’uno di notte. Mamma mia, che serata! Quanto Arak abbiamo consumato. La mattina dopo in campo, svegliatosi, siamo andati prendere una doccia. Aperto i rubinetti abbiamo aperti le bocche per prendere un po di acqua perche soffrivamo di sede. Poi la prima parata del giorno prima della prima colaazione. ‘Attenti’ ha gridato il sergente. Si, attenti si. Ma fermi? Pendolavimo come ubriachi. Non sapevamo che l’arak ha quel effetto. Ti beve, ti ubriachi, ti dormi, ti svegli con una sede, ti bevi un po di acqua e addio, ti son di nuovo mezzo toccai. Bella roba! Meno male che il sergente era al corrente dalla nostra avventura la notte prima. (E trentadue anni dopo ho incontrato quel gerente della NAAFI Club
nel St George’s Square in Beirut nel Libano)
Foruncoli. Ti ga mai avuto un foruncolo? Io si. Mi e` venuto uno nel mezzo del braccio, proprio nella parte dove si piega. Faceva male. E dovevo guidare una macchina. Pero, non solo uno. Da quella parte fingiu al polso, sono arrivati 12! Immagini? 12 foruncoli dal gomito fino al polso sul braccio sinistro. Ho dovuto andare al ospitale a Sarafan dove mi hanno messo la mano in gesso, gesso attorno alla parte surperiore del braccio e un lungo pezzo di ferro tra le due pezzi di gesso affinche non potevo muovere il braccio. E cosi, non ho potuto andar a Betlemme per Natale. Sono andato sotto le armi in 1943 e non avevo avuto un Natale piu a casa. Sono sempre stato via di casa per Natale e questo non fu differente. Pero Natale nel esercito inglese non e mica male. Ti vien svegliato dalle ufficiali e sergente che ti portano una tazza di the` al letto (con un po di rhum dentro).. Ti pol alzare quando vuoi, e poi c’e` il pranzo di Natale nella mensa, servita dagli ufficiali e sergente di nuovo. E che pranzo. E tutto servito con la birra. Dopopranzo e libero e la sera ti pol andar fuori mentre gli ufficiali e sergente fanno la guardian alla caserma.
Nel gennaio 1948 gia gli inglesi comminciavano ritirarsi dalla Palestina e il campo diventava meno afollato e cosi siamo trasferiti in un altro canton del campo. E come solito nel esercito inglese, le corde delle tende dovevano essere tirati diritti e piu dritti che mai, poi pitturati bianchi, e le entrate alle tende dovevano essere marcati con delle piccolo rocce pitturati anche loro in bianco. Una mattina verso le 0400 mi sono stato svegliato con qualcosa bagnato che mi lavavo il viso mentre dormivo. Sveglai di scatto per veder cosche jera e scopri che pioveva. Pioveva? Jera un diluvio. E siccome che le corde della tenda erano stati tirati dritti e dritti, questi restrinsero con la pioggia e fasendo cosi, hanno tirato fuori dalla terra delle pegs, e cussi, la tenda si e caduta. Sopra di noi che dormivano. Nient’altro da fare che rimetterle. Ha necessitate dei pezzi di metallo di lunghezza di due metri per andar giu fina a che si fermavano in terra. E ovunque ti camminavi se ti andavi fuori dalla strada di calcestruzzo i piedi si affondavano fino alle caviglie. Ma quello ero il giorno in cui ho visto crescere l’erba. Non potevamo fare niente in campo cussi, una volta radrizzato la tenda e mangiato, siamo tornati alle tende fino a quando cessava la pioggia. Disteso sul letto, guardai fuori e vedevo qualcosa emerge dalla terra. Pensavo fosse un vermo, ma no, jera verde, ma assomigliavo un vermo come giravo. E piano piano, dove il giorno prima c’e` stata nient’altra che sabbia,ora jera tutto verde, come un vero prato inglese. Che meraviglia. Non avevo mai prima nella mia vita visto crescere sotto i miei occhi, l’erba. Fra un paio di ore la pioggia si fermo` ed e ritornato il sole. Ma che differenza. Prima il campo jera tutta sabbiosa con delle sentieri di cemento dappertutto, ora jera tutto verde. Un vero miracolo.
Ma oramai i miei nervi mi cominciavano disturbarmi e dopo una visita al medico del campo ero riferito alla psichiatra nel ospedale a Sarafan che raccomando al mio colonello che sarebbe meglio che io veniva ritornato all’Inghilterra per un periodo di riposo. Cosi, nel marzo 1948, mi trovai di nuovo attraversando il deserto fino a Porto Said per aspettare una nave che mi avrebbe portato in Inghilterra. Ma ancora non erano finite le miei avventure. Verso la fine del viaggio quando eravamo un paio di giorni distante da Liverpool, ci siamo incontrati con un urragano nel Mare dell’Irlanda. E come! Mai avuto cosi tanto paura che in quei due giorni. La nave balzava, Ma stranamente, non soffrivo dal mal di mare ma tutti gli altri soldati si. Pero, una volta arrivato nel porto di Liverpool, e messo piedi in terra ferma, mi e venuto un vero mal di mar (o si pol dire – mal di terra ferma?). Un paio di settimane di ferie a casa mia e poi di nuovo in un altro campo militare dove ho imparato essere un dattilografo usando le machine di scrivere e imparando anche da scrivere ‘shorthand’(stenografia). Qualificato e con i certificati, ho chiesto da essere ritornato a Trieste per sposarmi con la mia fidanzata da Pola. La mia richiesta e stata accolta e in Settembre mi trovo di nuovo sul treno dall’Olanda diretto verso Villacco e in avanti per la citta dei miei sogni sul Adriatico, TRIESTE.
E cussi, ora, posto questo, posso ritornare al racconto di “Un Soldato Inglese a Trieste”.
Buona notte tutti. Spero che quanto sopra e stato interessante, ma bisogna ricordare che e soltanto un piccolo episodio nella vitra di un soldato di carriera, specialmente subito dopo una Guerra mondiale. E go fatto 25 anni nel esercito inglese.
Larry.

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MessaggioInviato: Gio Mag 24, 2007 11:15 am Rispondi citando
margherita
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Caro Larry se el colonnello te gaveva dito che te gavevi i piedi de un elefante, mi te posso dir che te gà una memoria de elefante, te racconti i minimi particolari come se i fossi successi ieri.....e alora andemo avanti, i tui racconti me gà veramente messo addosso una grande curiosità...... Smile Smile Smile

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MessaggioInviato: Gio Mag 24, 2007 1:03 pm Rispondi citando
Durano e Lodina
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Xè proprio un piazer leggerte, mamma mia che avventure,
e te ga visto anche Petra, che mi volessi tanto veder...
Alla prossima puntata.
bye
Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy
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MessaggioInviato: Ven Mag 25, 2007 11:17 pm Rispondi citando
Larry
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Smile Smile Grazie dei tuoi commenti. Almeno dimostra che non soffro dalla dimenzia senile come pensavo. Strano, ma quando mi metto giu a scrivere, le memorie vengono didrio come un alluvione. Non riesco mettergli tutti giu perche arrivano troppi in una volta. Ad esempio gavevo dimentica scrivere che una sera semo andai fuori in una pattuglia sul deserto e semo stati in un imboscato dai terroristi. Tanti sparatorie e uno dei terroristi cadde. Io guidavo un carro autoblindato Daimler. Il ferrito gli abbiamo messo sopra il davanti dalla macchina e sono corso didrio all'ospedale militare a Sarafan dove l'ho lasciato. 34 anni dopo quando viaggiavo in Israele come rappresentante sono andato in un azienda di zucchi di frutta per provare vendere le nostre macchine. Il direttor Tecnico mi guardo` e disse, "Noi ci siamo incontrati prima un po di tempo fa, se credo bene. Mi hai salvato la vita quella sera nel deserto" e ci siamo stati a parlare del tempo passato come due amici. Pero, non mi han acquistato le nostre macchine!!! Tutto parte dal grande mosaico della vita. Ci son tanti piccoli cose che accadono e vengono memorizzati nel computer che ciamiamo il cervel per uscire o una alla volta o tanti in un colpo che come dico lassu, non ti riesce metterli giu in carta. Ma cosghe ti vol. La vita xe cussi.
Ora tutti tocca aspettare un po perche ho tanto da fare prima che vaddo in ferie alle 6 giugno all'isola paradisiale di Skiathos di Grecia. Mentre li per un paio di settimane posso mettere giu quel che mi accade al mio rientro a Trieste dopo settembre 1948.
Eravate nati voi altri??? Eh si, son veccio, gli ossi schricciolano ogni tanto e lavorando nel zardin mi vien un po di mal di schiena. Tira avanti ma ancora non go bisogno di un "zimmer frame".
Ciao, signore, sogni d'oro.
Larry Evil or Very Mad

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MessaggioInviato: Sab Mag 26, 2007 5:39 am Rispondi citando
Durano e Lodina
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Ciau Larry, divertite in Grecia, ma sopratutto riposite i tui ossi scricchiolanti, che dopo te ne racconterà le tue avventure più meio...
Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing
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MessaggioInviato: Sab Mag 26, 2007 8:43 am Rispondi citando
servolo
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Larry ha scritto:
Smile Smile .
Ora tutti tocca aspettare un po perche ho tanto da fare prima che vaddo in ferie alle 6 giugno all'isola paradisiale di Skiathos di Grecia. Mentre li per un paio di settimane posso mettere giu quel che mi accade al mio rientro a Trieste dopo settembre 1948.
Eravate nati voi altri??? Eh si, son veccio, gli ossi schricciolano ogni tanto e lavorando nel zardin mi vien un po di mal di schiena. Tira avanti ma ancora non go bisogno di un "zimmer frame".
Ciao, signore, sogni d'oro.
Larry Evil or Very Mad


Salve Larry, e noi in 14 persone ieri sera in tratoria de Spetic se gavemo ricordà de Ti, gavemo fato un brindisi cola speranza de rivederte presto con noi.Divertite in Grecia e dopo pien de energia riprendi la Tua Storia.
Servolo

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se no guanta cambia
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MessaggioInviato: Sab Mag 26, 2007 10:46 am Rispondi citando
margherita
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Ciao Larry divertite a Skiathos, so che la xe bellissima e cò te gaverà un poco de tempo continua pur la Tua storia, noi saremo sempre qua a leggerla.! Smile Smile

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Nessuno diventa sapiente per puro caso (Seneca)
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Un soldato Inglese a Trieste
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