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Re: Lamento
MessaggioInviato: Dom Apr 22, 2007 4:18 pm Rispondi citando
giuliani
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Colin Cesare Colussi ha scritto:
Si' xe proprio un lamento de dolor che esprimo nel leger i vostri comenti.
Me se strensi el cuor come quando impiso el computer, el mio "Wallpaper" xe un bellissimo panorama de Trieste visto del de sora el faro dela Vittoria e tuti i moli dela citta' i xe deserti, gnanche un peschereccio, e me domando come pol viver questa citta' quando la sua vera esistenza dipendi dal mar ???? Ma dopo penso che dopotuto
mi go capi' el problema piu' de 50 ani fa. Quel che me dispera xe che no son capace de sugerir una soluzion ai vostri problemi.
Che Dio ve iuti. Ciao Coce Crying or Very sad Crying or Very sad Crying or Very sad Crying or Very sad


Xe proprio questo che me fa rattristar e inbestialir nel steso momento e che no rivo a capir. Trieste xe nata grazie al mar se gà svilupado grazie al mar xe stada conosuda in tutto el mondo grazie al mare e alla bravura e capacità delle sue maestranze, in tutto el mondo. Saria de far un discorso lungo doloroso e fin tropo Politico. De una politica sbagliada verso Trieste.Ma no voio andar a parar nella politica che xe sempre un cortel a doppia lama. Una roba xe incontestabile ,che Trieste ga perso la sua autonomia e la sua potenzialità dopo le chiusure dei vari S.Marco, Arsenal e Fabbrica Macchine. La prima azienda che go visto chiuder nei anni 50 xe stada l'Arrigoni de via Carducci e da quela.......buio e insicurezze. Surprised Surprised
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MessaggioInviato: Dom Apr 22, 2007 8:48 pm Rispondi citando
Durano e Lodina
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Xè tutto una question politica: Trieste doveva perir per sburtar Genova.
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MessaggioInviato: Lun Apr 23, 2007 11:34 pm Rispondi citando
Larry
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Smile fcigoi, ma non solo a Monaco. Go una cognada che vive nella Germania al nord visin ad Amburgo. E li, i negozi chiudono alle 1300 di sabato e non riaprono sino a Lunedi mattina. E non ti pol tagliar l'erba del prato della Domenica caso mai ti disturbi i visini di casa. Pero, se fa bel tempo ti pol far un barbecue in giardin e fa spuzzar tutto il paese!!!
Larry

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Larry the Lamb
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MessaggioInviato: Mar Apr 24, 2007 7:53 am Rispondi citando
Durano e Lodina
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EVVIVA LA DEMOCRAZIA!!!
bye
Confused Confused Confused Confused Confused

Wink Wink Wink Wink Wink
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MessaggioInviato: Lun Mag 21, 2007 12:32 am Rispondi citando
kaskop
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El seguente articolo xe' aparso nel 2001 nel Tageszeitung de Berlino e penso che stasi ben qua in quanto el tema xe' "Considerazioni sula Trieste de ogi". In questo caso se trata dele considerazioni de un giornalista tedesco che iera sta manda' a Trieste per scriver l'articolo de cui la traduzion soto. Chi che sa tedesco pol andar a leger l'original in

http://www.taz.de/dx/2001/05/08/a0083.1/text.ges,1

RIGURGITO NOSTALGICO

A Trieste quasi nessuno ha paura di forza lavoro a basso costo dalla Slovenia. Soltanto la Destra mette in guardia la popolazione contro le orde slave.

da Trieste MICHAEL BRAUN

"Trieste. Capolinea, scendere prego." Trieste, l'angolo morto d'Italia:
Qui e' sempre capolinea. Nessun treno prosegue la sua corsa. Sembra tutto morto sui marciapiedi presso i binari, soltanto una scolaresca in gita da' un po' di vita. Fuori dalla stazione lo stesso quadro: i massicci edifici del Porto Vecchio sono completamente deserti; soltanto le tre petroliere provenienti da Abu Dhabi e ancorate nel golfo dimostrano che ancora oggi a Trieste vengono fatti dei noli.

Qualcuno ha fermato qui il tempo. Il supermercato con l'insegna "Cooperativa operaia" risalente all'inizio degli anni cinquanta offre la modernita' di un supermercato dell' ex Germania Est - al di fuori di questo dominano ancora gli Asburgo. Che siano farmacie, librerie, drogherie oppure i famosi caffe' le loro insegne ed interni sono molto spesso del secondo decennio del secolo scorso; al resto provvedono le facciate barocche e neoclassiche risalenti al periodo della monarchia danubiana. Sembra quasi che la storia abbai dimenticato Trieste per un paio di decenni.

"Ah, sotto gli Asburgo stavamo meglio ..." La venditrice in una pasticceria parla come se avesse vissuto allora "quando James Joyce apparteneva alla nostra clientela fissa". I suoi clienti sono della stessa opinione. Prima e seconda guerra mondiale, Tito e i partigiani, il governo militare alleato nel "Territorio Libero" fino al 1954 - l'intero secolo turbina tutto attorno come se ogni avvenimento fosse successo ieri. Nota bene che nessuno dei clienti e' oltre i sessanta.


Per gli stranieri e' enigmatico anche il sistema di riferimento: lo stesso signore che poco prima pieno si sentimentalismo evocava la metropoli cosmopolita della multietnica Austria-Ungheria prendendo fiato pronuncia la parola "italianità" di Trieste.

Non c'e' da meravigliarsi, che lo psichiatra Giuseppe dell'Acqua parli di Trieste come di un paziente. Durante una passeggiata per il centro enuncia la diagnosi : "Depressione Nostalgica". Il nostro giro ci porta davanti alla chiesa serba, poi a quella greco-ortodossa e infine innanzi alla sinagoga che testimonia il cosmopolitismo di un tempo a Trieste. I nomi delle vie spiegano l'altro lato della storia della citta'. Un sacco di patrioti italiani, martiri e generali della prima guerra mondiale vengono eternati nei nomi delle strade. Trieste da citta' cosmolpolita e' diventata un vicolo cieco: alla fine del 1945 la citta' si ritrovo' di nuovo direttamente sul confine delle superpotenze. Economicamente Trieste visse soltanto di sovvenzioni statali; il porto e l'industria furono mantenute in vita in modo artificiale al punto da ridurle a puri miti.


Cinque chilometri ad Est cominciava la Jugoslavia, terra del nemico che aveva sottratto l'Istria e la Dalmazia all' Italia e aveva cacciato da la' decine di migliaia di italiani. Dell'Aqua dice: "Identita' deboli non erano piu' tollerate ne' in quelle regioni ne' da noi a Trieste, dove la minoranza slovena aveva vissuto da sempre. Pro oppure contro - senza la possibilta' di una via di mezzo." Ma un cambiamento verso il meglio e' gia' sopravvenuto. Lo si puo' quasi toccare con mano, dice lo psichiatra e indica gli edifici risalenti ai tempi dei fondatori della citta'. Dietro le cieche finestre di uno di questi edifici nidificano i colombi mentre gli edifici a destra e a sinistra sono stati minuziosamente restaurati.

"Il cambiamento ha un nome: Riccardo Illy." Da quando egli e' diventato sindaco nel 1993, la citta' guarda di nuovo in avanti anziche' in dietro, guarda oltre i confini: sia quelli a Est che la linea di demarcazione invisibile che e' stata eretta tra italiani e sloveni. Dell'Acqua racconta ancora che Illy gia' durante il periodo di elezioni aveva fatto qualcosa di sensazionale. "Quando tenne un discorso davanti al municipio disse in sloveno Hvala lepa, molte grazie. A dire il vero una cosa banale in una citta' dove il 10 percento della popolazione e' slovena ma a Trieste cio' era stato fino ad allora impensabile."

Il luogo per l'appuntamento proposto dal sindaco non potrebbe essere meglio azzeccato: il vecchio "Caffé Tommaseo" con vista diretta sul porto.
Il barone del caffe' Illy, che ora si candida per il Parlamento beve una spremuta d'arancia mentre racconta a sotto voce le sue visioni. "Basta con la mentalita' tipico dell'assediato. Trieste e' veramente una citta cosmopolita e questa e' oggi la sua occasione. Il termine della confrontazione tra le superpotenze ci offre la possibilita' di apririci al nostro retroterra naturale che al tempo degli Asburgo oltre alla Slovenia e Croazia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia si spingeva fino alla Polonia." Illy punta sul porto e sul cosidetto corridoio paneuropeo cinque, che dovrebbe condurre su rotaie, strade e reti telematiche da Trieste attraverso Lubiana e Budapest fino a Kiev. Come al tempo degli Asburgo
sarebbe Trieste nuovamente punto di intersezione strategico per i traffici in direzione Nord-Sud come anche per quelli in direzione Est-Ovest.


Illy pronostica che la decadenza della citta' e' stata fermata. Migliaia di posti di lavoro nell'acciaieria e nei cantieri navali sono stati persi, soltanto il 15% dei lavoratori lavorano nelle industrie-ma queste non sono piu' aziende statali sovvenzionate bensi' imprese con "veri" investori dalla Finlandia, Germania e Taiwan. Ora ci sarebbe soltanto il 7% di disoccupati, la popolazione sarebbe stabile attorno a quota 215.000 - e il grande futuro di Trieste verrebbe adesso.


"Slovenia nella Comunita' Europea - cio' significa che ora possiamo cancellare i confini." Timori a causa dell'immigrazione di manodopera solvena a basso costo? Illy ridacchia: "Qui non si aggira alcun spettro di invasione". Trieste come porta ad est, come emporio, come centro di servizi - cio' significa per il sindaco anche la fine del periodo di confrontazione nella citta'. A dire il vero Trieste e' un esempio modello per l' integrazione. "Nessun Ghetto, ma anche nessuna assimilazione completa. Gli sloveni, i serbi, i greci vivono perfettamente integrati e preservano anche la loro cultura, la loro lingua, la loro religione. " Per questo motivo e' molto importante la legge appena passata sulla protezione della minoranza slovena: ad esempio i cartelli stradali bilingui in periferia fungono da ponti ovvero dovrebebro segnalare ai visitatori che essi sono i benvenuti.

Forse sara' vero ma gia' una gita a Sezana distante soltanto pochi chilometri e' abbastanza difficile da farsi senza l'automobile. Con una vecchissima ferrovia a cremagliera si puo' andare su ad Opicina e poi avanti oltre il confine con un taxi in quanto non c'e' alcun mezzo pubblico. Al confine soltanto un po' di traffico come in tempi remoti: gl' italiani tornano con generi elementari mentre un giovane sloveno nell'area di parcheggio racconta parlando benissimo l'italiano che lui va a Trieste regolarmente a fare gli acquisti in quanto la' Hifi ed elettronica sono semplicemente piu' convenienti.


In dietro trono per Autostop. "La slovenia diventa anche sempre piu' cara ma la carne la trovo la' comunque a piu' buon prezzo" racconta la donna al volante. Crede che la Slovenia potrebbe stare bene nella Comunita' Europea - peccato soltanto che sarebbe poi finita con la carne a prezzi stracciati. E il nuovo cartello bilingue davanti a noi: Opicina -Opcine? "Trovo che sia OK".


Di opinione completamente opposta e' Robero Menia, deputato del partito di destra Alleanza Nazionale, il quale ha radunato i suoi accoliti al pomeriggio per una manifestazione elettorale sul molo audace a Trieste. Per lui Illy e' un "Internazionalista" cattivo, che ha tradito Trieste italiana.
"Incredibile: per la riapertura del Teatro Rossetti ha permesso che sul palco recitino prima un poeta catalano, poi uno sloveno ma nessun italiano!" L'applauso suona stanco - perfino le persone di destra non si lasciano piu' prendere in giro con parole come "città italianissima".
Allora si prova con frasi evocanti paura. Illy sarebbe interessato soltanto all' entrata della Slovenia nella Comunita' Europea perche' in questo modo potrebbe esportare ancora piu' tazzine di caffe' dice un politico che pare uscito dall' eta' della pietra e appartenente alla "Lista per Trieste" alleata della berlusconiana Forza Italia. Costui non usa la parola "Traditore" bensi' "Sindaco degli Sloveni", che apre la porta per l' infiltrazione etnica degli slavi.

Bojan Brezigar, capo redattore del Primorski Dvevnik - quotidiano sloveno di Trieste - non si meraviglia di certe frasi. "Con la parola "italianissimo" quelli di destra stanno gia' da tempo in fuorigioco. Con Illy Trieste ha scoperto di nuovo di essere una citta' multietnica."
Ancora Brezigar: "Pochi anni fa' eran in grado di portare in strada decine di migliaia di persone per le manifestazioni nazionalistiche. Un paio di settimane fa' quando Robero Menia ha tenuto un discorso elettroale conto la nuova legge di tutela della minoranza erano presenti al massimo 150 persone." Questo e' un buon segno per gli sloveni. "Nel mio paese Aurisina distante 15 chilometri da Trieste ci sono alcuni vecchi che nel corso della loro vita hanno avuto 6 diverse carte di identita' sebbene non si siano mai mossi da li'. Prima l'Austria, dal 1918 l'Italia, poi il 'Litorale Adriatico' annesso dai nazisti, dopo la guerra per un paio di settimane la Jugoslavia, poi il Territorio Libero di Trieste infine di nuovo l'Italia."
Ma ora e' terminato il secolo delle guerre e delle confrontazioni.


TAZ (Berliner Tageszeitung) del 8.5.2001, S. 6, 241 Z. (TAZ-Bericht), MICHAEL BRAUN

Questo xe' quel che ga leto parechia gente a Berlino e non solo perche' el TAZ vien comprado in tante altre cita' dela Germania.

Saluti e bona note perche' se ga fato tardi ...
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MessaggioInviato: Lun Mag 21, 2007 1:31 am Rispondi citando
york
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Koskop, bel toco! Quela dela ''grimagliera'' davero va ani indrio Very Happy Devo confesar il caffe Illy me piasi sai... Very Happy Very Happy Very Happy

Hvala Lepa Very Happy

York

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MessaggioInviato: Lun Mag 21, 2007 5:15 am Rispondi citando
Durano e Lodina
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Complimenti per la notizia, xè sta un piazer legger, el giornalista ga visto proprio tutto ben!!!
bye
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MessaggioInviato: Lun Mag 21, 2007 8:13 am Rispondi citando
kaskop
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sto articolo fa parte de una serie de artcioli aparsi sul TAZ dove i analizava le situazioni de diverse cita' de frontiera ... saria magari interesante veder come xe' la situazion anche in altri posti come Görlitz, Frankfurt an der Oder (sul confin con la Polonia) etc. per veder che paralelismi xe' con la nostra situazione e cosa xe' sta fato la' ... co trovo sti articoli li posto de novo qua, ok?

ciao!
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MessaggioInviato: Lun Mag 21, 2007 12:29 pm Rispondi citando
giacomin
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kaskop ha scritto:
... co trovo sti articoli li posto de novo qua, ok?

ciao!



......ottima idea Mad

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MessaggioInviato: Lun Mag 21, 2007 5:14 pm Rispondi citando
Ursus Canadiensis
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Es stimmt, aber genau!!!

Orso

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MessaggioInviato: Lun Mag 21, 2007 5:42 pm Rispondi citando
margherita
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Prego tradurre x i ignoranti come mi che no sa el tedesco.! Sad

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MessaggioInviato: Lun Mag 21, 2007 6:02 pm Rispondi citando
Durano e Lodina
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Attendiamo con trepidazione... tradotti in 'talian.
bye
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MessaggioInviato: Lun Mag 21, 2007 9:36 pm Rispondi citando
Ursus Canadiensis
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margherita ha scritto:
Prego tradurre x i ignoranti come mi che no sa el tedesco.! Sad

Vol dir più o meno: Xe esatamente giusto! (No jera granchè de un comento, Margherita; pervia de quel che no lo go tradoto) Surprised Surprised Surprised Surprised Surprised

Orso

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MessaggioInviato: Mar Mag 22, 2007 12:48 am Rispondi citando
Aussie Kangaroo
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Xe sempre ben veder come i altri ne vedi.

Complimenti anche a quel giornalista Smile

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MessaggioInviato: Mar Mag 22, 2007 4:53 am Rispondi citando
Ursus Canadiensis
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Cosa ghe manca a Trieste e ai Triestini?

Volevo tante volte entrar in sto argomento e dir la mia, come che se disi. Ma la paura xe che se la digo tuti quei che i legi quel che go de dir i penserà che sia cativeria opur "le solite cazade de quei mona che i xe andai al'estero e adeso i ne vol contar come che se vivi."

La realtà xe ben, ma ben diferente. L'apatia che se incontra a Trieste xe un muro vero e proprio. Se pol andar avanti fin la e dopo basta; de quel punto in la o subentra el sior "No se pol" o se no, el mio preferido, "Ma si, se fa e se disi, ma tanto no cambia niente, sa?"

El posto più deprimente xe la filovia o l'autobus (mi vivo ancora in tempi de filovie ). Le discusioni che se senti fra i comutatori le xe veramente impresionanti. Pesimismo a un livel tale che co' se fa un viagio da Trieste e Mugia, rivadi al capolinea se va subito in zerca de un armajol per comprarse una pistola e tirarse un colpo.

L'ano scorso che jero la, parlavo con un mio cugin apunto dela Slovenia e quel che sarà co i verzi i confini. Ghe disevo che finalmente Trieste gaverà un retrotera, za una forte popolazion slovena e quindi la sarà posizionada idealmente per svilupar sia transito che comercio con la Slovenia.

"Sii, ma siii! Ma adeso bisogna veder cos'che i pensa lori!"

Eh, ma cacchio (scuseme el mio Francese)! Se un parti za de quel grado de disfatismo che corsa el sarà bon de far co' riva l'ora de corer a ciapar quel che se pol? Nel mondo del "business" ai pesimisti no se ge da gnanche un bicier de aqua e a quei pesimisti che i se scondi drio la scusa de eser "realisti", se ghe tira un piadon intel cul.

No vojo andar avanti perchà no vojo corer el ris'cio de eser stracapido, ma me par che almeno una roba le scriture ebraiche e la bibia xe giusto: Dio ajuta chi che vol iutarse.

Orso

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