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Trattative per la neutralità (I GM)
MessaggioInviato: Gio Mar 30, 2006 9:21 am Rispondi citando
Cenerentola82
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La prima proposta austriaca del 27 Marzo 1915 per una cessione territoriale in favore dell'Italia, in vista di una sua neutralità nella prima guerra mondiale.

L'Italia si obbligherà, fino alla fine dell'attuale guerra, a osservare una benevola neutralità verso l'Austria-Ungheria e i suoi alleati sotto l'aspetto politico, militare ed economico.

In questo senso essa si obbligherà inoltre a garantire all'Austria-Ungheria, per l'intera durata dell'attuale guerra, una piena e completa libertà d'azione nei Balcani e a rinunciare fin d'ora a ogni nuova compensazione per vantaggi territoriali o altri che eventualmente si dovessero produrre per l'Austria-Ungheria da questa libertà d'azione. Questo accordo non si estenderà però all'Albania, rispetto alla quale rimarranno in vigore il trattato vigente tra Italia e Austria-Ungheria nonché le risoluzioni della Conferenza degli Ambasciatori a Londra.

L'Austria-Ungheria da parte sua sarebbe pronta a una cessione territoriale nel Südtirol, inclusa la città di Trento. La definizione dettagliata sarà conclusa in modo che siano tenute in considerazione le esigenze strategiche che si dovessero produrre da un nuovo confine, così come le necessità economiche della popolazione.

Questa cessione territoriale dell'Austria-Ungheria avrebbe come conseguenza per l'Italia l'obbligo di assumersi la quota pendente riferita al territorio in questione del debito di stato austriaco, nonché i debiti provinciali, comunali e altri, nella misura in cui questi ultimi godano di una garanzia statale.

L'Italia si dovrà inoltre obbligare al pagamento di una somma complessiva all'Austria-Ungheria come indennizzo per tutti gli investimenti intrapresi dallo Stato nel territorio in cessione, senza pregiudizio degli acquisti delle linee ferroviarie che si trovano in questo territorio e delle retribuzioni individuali come anche collettive (Proprietà della Chiesa, maggiorascati, pensioni degli ex funzionari pubblici, ecc.)

Non appena sarà stabilito l'accordo in principio sulle condizioni sopracitate, l'Austria-Ungheria e l'Italia entreranno nella discussione dei dettagli. L'intesa definitiva che si produrrà da queste discussioni sarà fissata in una convenzione segreta da concludersi tra Austria-Ungheria e Italia.


Il progetto italiano di trattato con l'Austria-Ungheria proposto in data 11 aprile 1915 per una eventuale neutralità durante la prima guerra mondiale.
N.d.r: il documento seguente è una traduzione dall'originale tedesco conservato dall'Austria-Ungheria. Fu redatto in risposta all'iniziale offerta austriaca. Le trattative dell'Italia furono condotte in parallelo con i colloqui con i paesi dell'Intesa.

Articolo 1. L'Austria-Ungheria cede all'Italia il Trentino con i confini assegnati al Regno Italico nel 1811, cioè dopo il trattato di Parigi del 28 febbraio 1810.

Articolo 2. Una rettifica del confine orientale includente le città di Gorizia e Gradisca sarà concessa dall'Austria-Ungheria in favore dell'Italia. Segue un'esatta descrizione del nuovo tracciato del confine.

Articolo 3. La città di Trieste unitamente al suo territorio, il quale si estende a nord fino a Nebresina inclusa, perciò confinante con il nuovo confine italiano (Art. 2), e che a sud include la circoscrizione giudiziaria di Capodistria e Pirano, sarà costituita come Stato autonomo e indipendente dal punto di vista politico, internazionale, militare, legislativo, finanziario e amministrativo. L'Austria-Ungheria rinuncerà a tutti i diritti di sovranità su questo stato, il quale rimarrà un porto franco. Le truppe austro-ungariche e italiane non entreranno nel suo territorio. Il nuovo stato si assumerà una parte dell'attuale debito di stato austriaco, in proporzione al numero dei suoi abitanti.

Articolo 4. L'arcipelago delle Curzolari, Lissa (con le adiacenti isole Sant'Andrea e Torcola), Curzola, Lagosta (con le adiacenti isole e scogliere), Cazza e Meleda nonché Pelagosa, saranno ceduti dall'Austria-Ungheria all'Italia.

Articolo 5. Il territorio ceduto dall'Austria-Ungheria (Art. 1, 2 e 4) sarà immediatamente occupato dall'Italia. Da parte loro, le autorità e le truppe austro-ungariche lasceranno Trieste e il suo territorio (Art. 3) e le truppe di mare e di terra originarie di questo territorio saranno subito congedate dal servizio.

Articolo 6. L'Austria-Ungheria riconosce la piena sovranità dell'Italia su Valona e la sua baia, compresa Saseno, con tanto territorio dell'entroterra quanto necessita alla sua difesa.

Articolo 7. L'Austria-Ungheria si disinteresserà completamente dell'Albania entro i confini derivati dalla Conferenza di Londra.

Articolo 8. L'Austria-Ungheria concederà completa amnistia e immediato rilascio a tutte le persone originarie dei territori ceduti o abbandonati (Art. 1, 2 e 4) e condannate o coinvolte in un processo per ragioni militari o politiche.

Articolo 9. Allo scopo di liberare i territori ceduti (Art. 1, 2 e 4) dalla loro parte del debito di stato austro-ungarico come anche dalle obbligazioni per il pagamento delle pensioni agli ex funzionari regio-imperiali, in cambio del completo e immediato trasferimento in possesso italiano delle intere proprietà mobili e immobili dello stato, con l'esclusione delle armi che si trovino nei territori, e al fine di compensare i necessari diritti dello stato per quanto riguarda i territori in questione, come sopra riferiti, tanto per il presente quanto per il futuro, senza eccezioni, sarà pagato dall'Italia all'Austria-Ungheria l'ammontare di duecento milioni di lire in oro.

Articolo 10. L'Italia si assume l'obbligo, durante l'intera guerra attuale, di osservare una perfetta neutralità verso l'Austria-Ungheria e la Germania.

Articolo 11. L'Italia rinuncia per l'intera durata dell'attuale guerra al diritto di richiedere a proprio favore le disposizioni dell'Articolo VII del trattato della Triplice Alleanza e l'Austria-Ungheria pronuncerà la medesima rinuncia per quel che riguarda l'occupazione del Dodecanneso da parte dell'Italia.

Fonte: Ferdinand Gruner, Der Treubruch Italiens - unter Benuetzung amtlicher Quellen, München 1916.

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MessaggioInviato: Gio Mar 30, 2006 9:42 pm Rispondi citando
vic
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se te vol, su sta roba go scrito una tesi... Mad

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LSMT
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MessaggioInviato: Gio Mar 30, 2006 10:04 pm Rispondi citando
Babu
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Beh, mettila (se no tutta, almeno i passi più significativi)

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Babu
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MessaggioInviato: Gio Mar 30, 2006 10:32 pm Rispondi citando
vic
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tuta no...xe 250 pagine....comunque farò un estrato, ma un poca de pazienza che la go scrita un pochi de ani fa...

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LSMT
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MessaggioInviato: Ven Mar 31, 2006 7:44 am Rispondi citando
Cenerentola82
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Penso che ghe podessi interessar a tuti.

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MessaggioInviato: Ven Mar 31, 2006 6:04 pm Rispondi citando
vic
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Bene, allora inizio a parlare di come andarono le cose, prima e dopo la Grande Guerra, fino al 1924, agli accordi di Roma che sancirono l' "accordo" tra Mussolini e il regno degli Slavi del Sud (Yug-slavia) e che dettero il là ai successivi problemi che portarono poi ai tristi fatti della II G.M. Scusatemi se uso la lingua italiana anziché il dialetto, ma mi sembra, acccademicamente, più appropriata per questo argomento.

Il 3 agosto 1914 l'Italia dichiarò la sua neutralità, rimanendo alla finestra per cogliere l'occasione migliore (intervento o neutralità), intavolando trattative sia con la Triplice Alleanza (della quale faceva parte) che con l'Intesa. L'Italia lamentava la mancata concessione di territori che le sarebbero spettati come compensazione da parte dell'Austria per l'annessione che questa aveva fatto della Bosnia-Erzegovina, ai sensi del trattato istitutivo della Triplice Alleanza.

Già il 10 agosto 1914, la Russia spinse sulle altre potenze dell'Intesa per attirare l'Italia nella loro orbita, offrendo, in cambio dell'intervento italiano contro i suoi ex alleati austro-tedeschi, Trento, Trieste e Valona. Ma Gran Bretagna e Francia, temendo un eccessivo aumento della potenza italiana nel Mediterraneo, respinsero la proposta russa. Come altre due successive, tanto volutamente imprecise da aver potuto figurare un tranello per l'Italia se fossero state accettate.

Seguirono trattative segrete con ambo le parti, con proposte e controposte. Nel frattempo, morto il ministro degli esteri San Giuliano, che era stato un convinto assertore della necessità di concordare con la Serbia una guerra contro l'Austria-Ungheria con conseguente rinuncia alle pretese in Dalmazia, il suo posto venne preso da Sidney Sonnino, che la vedeva molto diversamente.

Si arrivò al 27 marzo 1915, quando l'Austria offrì all'Italia, (come già ben descritto da Cenerentola) in cambio della neutralità, una parte del Tirolo meridionale e Trento, purché la frontiera non rimanesse sfavorevole all'Austria e l'accordo rimanesse segreto. Sonnino rispose chiedendo il basso Isonzo, Plezzo, Tolmino, Gorizia, Monfalcone e Nabresina; chiedeva anche che Trieste divenisse uno stato autonomo con territorio da Nabresina a Capodistria; inoltre, voleva le isole Curzolari (Lissa, Curzola, Lagosta, Cazza, Meleda e Pelagosa - già parte della Repubblica di Ragusa fino al 1809), e infine Valona e Sasseno.

Per gli austriaci quasi tutto ciò era inaccettabile, prefigurando un dominio italiano in Adriatico.

L'Italia, alla posizione austriaca, non reagì, accelerando però in gran segreto le trattative con l'Intesa.

Dieci giorni dopo, il 26 aprile 1915, l'Italia firmò il patto segreto che la legava alle potenze dell'Intesa: il Patto di Londra. Il 3 maggio l'Italia denunciò il trattato istitutivo della Triplice Alleanza, rompendo definitivamente con gli imperi centrali e il 24 entrò in guerra.

(1-continua)

P.S.: descriverò poi sia i contenuti del Patto di Londra che le posizioni italiana e slava alla vigilia del conflitto, in relazione alle sistemazioni territoriali sulla costa orientale dell'Adriatico in caso di sconfitta dell'Austria.

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MessaggioInviato: Sab Apr 01, 2006 10:30 pm Rispondi citando
vic
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2
Già alla vigilia del conflitto le posizioni italiana e slava sul problema delle rivendicazioni territoriali erano assolutamente contrastanti. In campo italiano si possono riconoscere 4 diversi programmi: Il primo, detto "nazionalista massimo", fu proposto a partire dall'ottobre 1914. Al di là delle contestazioni di alcuni uomini illustri (es. Gaetano Salvemini) fu appoggiato, senza enfasi,dalla maggior parte della stampa e dell'opinione pubblica italiana. Prevedeva l'assegnazione all'Italia dell'intera costa dalmata, tranne un breve tratto per consentire un accesso al mare alla Serbiae tranne i porti di Antivari e di Dulcigno, da assegnare al Montenegro. Prevedeva poi una linea di confine che andasse dalle Alpi Giulie alle Dinariche passando per il Monte Nevoso. Il secondo, detto "Nazionalista medio", voleva per l'Italia l'intera costa istriana, le isole Curzolari e quelle dalmate. Il terzo, detto "Democratico", considerava già nell'inverno 1914 uno smembramento dell'impero Austro-Ungarico come condizione necessaria per opporsi all'imperialismo tedesco, da ottenersi anche con un leale accordo con gli slavi dell'Adriatico, cui si sarebbe dovuta lasciare la Dalmazia intera, in base al principio di nazionalità, mentre all'Italia sarebbero andate l'Istria fino al Monte Maggiore, Gorizia e Trieste, con Fiume e Zara città libere garantite dall'Italia. L'ultimo, "Socialista", appoggiava la ricostruzione della Lega Balcanica tra Serbia, Grecia, Bulgaria e Romania, con la direzione dell'Italia: i riformisti la vedevano come "dissolvente dell'impero Austro-Ungarico" e come argine all'espansionismo russo nei Balcani; comunque intervenendo l'Italia non avrebbe dovuto rinunciare alle aspirazioni in Dalmazia e nel Dodecaneso in base a un mal inteso principio di nazionalità, ma i confini dovevano venir basati su criteri geografici e non etnici.
Nel campo slavo erano due i programmi più accreditati. Il primo "massimo" era del tutto intransigente. Il confine italo-slavo doveva partire sull Adriatico tra S.Giovanni di Duino e Monfalcoe, passare a occidente di Polazzo e raggiungere l'Isonzo, da cui avrebbe seguito la vecchia frontiera Italo-austriaca tra Gorizia e Cormons. Trieste, Gorizia, l'Istria e la Carniola dovevano venir considerate un'entità geografica indivisibile. Un plebiscito non poteva dunque che farsi per l'intera regione, così come per la Dalmazia. Il secondo programma "moderato" era soprattutto croato. Si basava sul principio che i territori dovevano essere divisi in modo da far equivalere numericamente il numero di slavi annessi all'Italia e quello di italiani annessi alla Jugoslavia. Dalmazia e Fiume allo stato slavo. Trieste, Gorizia all'Italia e l'Istria alla Jugoslavia. Altri reclamavano Gorizia in cambio della cessione all'Italia di Pirano, Buie, Montona, Parenzo e Lumia, cittadine con popolazione in maggioranza italiana.
(Nota: La denominazione di "Jugoslavia" venne addottata ufficialmente solo dal 1929. Fino a quel momento si usava parlare di "regno dei serbi, dei croati e degli sloveni" (o "stato serbo, croato e sloveno" o anche "regno SHS").

Il 28 settembre 1914 il presidente del consiglio e ministro degli esteri serbo, Pachitch, inviò un telegramma al ministro serbo a Pietrogrado nel quale gli ordinava di chiedere al governo russo di non fare promesse all'Italia a scapito degli slavi. Egli si dichiarava pronto a concedere all'Italia Trento, Trieste, Pola e lIstria purché l'Italia non avanzasse pretese sulla Dalmazia poiché, a suo dire, i popoli dalmati avrebbero preferito appoggiare l'Austria piuttosto che venir annessi all'Italia, in quanto essi anelavano solo di venir "riattaccati all Serbia". E questo la dice lunga sulle idee dei serbi, che vennero spinte all'estremo quando alcune linee frammentarie del Patto di Londra trapelarono a Belgrado (il Patto verrà pubblicato solo nel 1917 dal governo bolscevico e da quello italiano appena nel 1920). Sulla base di queste notizie frammentarie, interpretate nel modo peggiore, il fuuturo re Alessandro, nipote del granduca Nicola, scrisse allo zio una lettera accorata che, dopo aver rilevato che nessuno avrebbe potuto togliere dalla testa all'esercito slavo che i suoi interessi erano stati sacrificati agli interessi dell'Italia, si concludeva con la frase "un esercito preda di tale stato d'animo può senz'altro considerarsi già sconfitto". La Russia dal canto suo fece tutto quanto in suo potere per tutelare i cugini balcanici. Riuscì a far ridurre della metà le pretese italiane sulla costa dalmata e firmò il Patto solo di fronte alle insistenze degli alleati eagli insuccessi della battaglia dei Carpazi. Ma l'idea russa era che l'accordo con l'Italia fosse stato "un insuccesso completo".

(2-continua)

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MessaggioInviato: Mar Apr 04, 2006 3:53 pm Rispondi citando
vic
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prima che vado vanti volevo domandar se gavè comenti: sono tropo longo nele descrizioni o va ben cusì? el linguagio toscanegiante da fastidio? volè una roba meno academica?

(posto sto qa solo per capir se xe qualchedun che legi o se inveze scrivo solo perché me piasi legerme...) Very Happy

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MessaggioInviato: Mar Apr 04, 2006 6:44 pm Rispondi citando
Babu
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Coss'te fà? Te se pianzi 'dosso? Laughing Laughing Laughing Laughing

Va 'vanti, xe qualchedun che te leggi ...

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Babu
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MessaggioInviato: Mar Apr 04, 2006 7:57 pm Rispondi citando
Ursus Canadiensis
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Babu ha scritto:
Coss'te fà? Te se pianzi 'dosso? Laughing Laughing Laughing Laughing

Va 'vanti, xe qualchedun che te leggi ...


Mi, per primo.....

Orso

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Vieillir est encore le seul moyen qu'on ait trouvé de vivre longtemps.
INVECIARSE XE TUTOGI LA SOLA MANIERA DE VIVER A LUNGO.
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MessaggioInviato: Mar Apr 04, 2006 9:38 pm Rispondi citando
york
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Vic continua con il bel lavor informativo... Smile Smile Smile

York

Salve

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".......And whether or not it is clear to you, no doubt the Universe is unfolding as it should."
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MessaggioInviato: Mer Apr 05, 2006 8:41 am Rispondi citando
Cenerentola82
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Me par ben e interessante.

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MessaggioInviato: Mer Apr 05, 2006 8:44 am Rispondi citando
servolo
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...........avanti con calma che no volemo sfrutarte...... Very Happy Very Happy
servolo

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se no guanta cambia
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MessaggioInviato: Mer Apr 05, 2006 11:46 pm Rispondi citando
Aussie Kangaroo
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Comunque Vic, se te vien dubi che no te legemo la tua tesi, basta che te vardi la colona Visto e se el numero cressi, la gente legi, se el numero resta fiso, vol dir che no ghe interesa a nisun (ma dubito, visto l'argomento) Very Happy

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Ci vuole tutta una vita per capire che nella vita non serve capire tutto
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MessaggioInviato: Gio Apr 06, 2006 9:17 am Rispondi citando
vic
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si si, so ben come che funziona el contator visto...basta che un verzi el topic e po lo riseri e el numero aumenta, Aussie...

Comunque, la mia no voleva eser nè una pianzada doso né una autosviolinada, ma solo un modo per costrenzerve a risponder in qualche modo. hehehehehe. Deso laseme trovar el tempo e po nderò vanti con le mie ciacole.
Very Happy

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