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Crisi, commercio al collasso
MessaggioInviato: Mar Nov 17, 2009 7:27 am Rispondi citando
Socrate
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Crisi, commercio al collasso - nel 2009 le chiusure sono 225.

Il commercio triestino sta male. L’Ufficio studi di Confcommercio conferma un brutto panorama nel periodo tra Gennaio e Settembre 2009 per tutte le attività in generale, anche quelle dei servizi e dei pubblici esercizi. Il saldo negativo per l’intero settore è pari a 225. Significa che in 9 mesi 705 attività sono cessate a fronte delle 480 nate. Il direttore della categoria Farina: «Crisi strutturale, colpito il terziario»

Cossa pensè de questa crisi?

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MessaggioInviato: Mar Nov 24, 2009 8:08 am Rispondi citando
Socrate
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Dall’edilizia all’industria tessile, dalla portualità al commercio. I sindacati lo dicono a chiare lettere: non c’è comparto del tessuto produttivo triestino che non rischi di pagare a caro prezzo le conseguenze della crisi economica in atto. Conseguenze che, se rimarrà invariato il trend negativo registrato già a fine 2008 e segnato da calo del Pil e frenata dei consumi, si tradurranno in una pesante emorragia di posti di lavoro: secondo le prime, e ancora prudenti proiezioni, nel corso del 2009 potrebbero perdere l’ impiego tra le 1000 e le 1500 persone su una forza lavoro complessiva di oltre 97 mila persone.

COMMERCIO Preoccupanti segnali di sofferenza, secondo le sigle sindacali, arrivano innanzitutto dal mondo del commercio. Nel corso del 2008 il comparto ha registrato decine di cessazioni di attività e tagli di personale. «Per strada - osserva Adriano Sincovich, segretario provinciale della Cgil - si sono già perse diverse centinaia di posti di lavoro. E la tendenza è destinata ad accentuarsi ulteriormente nel giro di un paio di mesi, quando inizieranno a farsi sentire ancora più nettamente a Trieste gli effetti della crisi».

EDILIZIA Le difficoltà del comparto delle costruzioni (in cui a Trieste lavorano tra i 4 e i 5 mila addetti, 65% dei quali stranieri ndr) emergono con chiarezza da alcuni indicatori segnalati dalla Cassa edile. È il caso dell’aumento, registrato negli ultimi mesi, dei mancati pagamenti dei contributi previdenziali da parte delle aziende. Aziende, osservano i sindacati, alle prese con un mercato sempre meno dinamico, dove i committenti scarseggiano, l’esecuzione dei lavori si allunga e la liquidità diminuisce. Le stesse difficoltà che, di recente, hanno spinto una realtà solida come la Luci costruzione a licenziare una quarantina di dipendenti, solo in parte riassorbite in altre società del gruppo.

PORTUALITÀ La gravità della situazione del comparto portuale ha spinto due settimane fa sindacati e assessorato provinciale al Lavoro ad avviare l’iter per il riconoscimento, da parte della Regione, dello stato di crisi. A rischio disoccupazione, al momento, un centinaio di persone tra dipendenti dell’ex Compagnia portuale, personale dell’Impresa portuale destinata ad essere assorbita dalla Idealservice e soci delle cooperative. «Tutti lavoratori con professionalità che sarebbe un delitto perdere - osserva il segretario provinciale della Cisl Luciano Bordin -. Serve quindi una riflessione seria sulle prospettive di ricollocamento, oltre che un ragionamento sullo stesso sviluppo dell’attività portuale in città».

AUTO Le conseguenze della pesante crisi del settore automobilistico denunciato da Confindustria a livello nazionale, secondo i sindacati, rischiano di farsi sentire a caduta anche a Trieste. «Lo dimostra il caso della concessionaria Progetto 3000 - spiega Wally Trinca, dell’Ugl -. Per una ventina dei circa ottanta dipendenti, alcuni assunti con contratto da commerciali altri invece come metalmeccanici, è già stata chiesta la cassa integrazione di 13 settimane».

MANIFATTURIERO Si annunciano venti di crisi anche per il comparto manifatturiero. La situazione più critica, al momento, resta quella della Cartiera Burgo, dove sono già una settantina gli operai in cassa integrazione. Per lo stabilimento di San Giovanni di Duino si annuncia anche la chiusura della linea 1 ed esuberi tra le 50 e le 100 unità. Cassa integrazione di 13 settimane anche per 120 dipendenti della Sertubi, alle prese con una pesanti crisi degli ordini che, secondo le previsioni delle sigle sindacali, potrebbe condizionare anche l’attività di Fincantieri e Wartsila. E non va certo meglio alla Tirso, azienda attiva nella produzione dei filati speciali, che nel corso del 2008 ha chiesto diverse settimane di cassa integrazione che, a rotazione, hanno interessato tutti i 250 dipendenti.

INDUSTRIA CHIMICO-FARMACEUTICA L’attuale fase di crisi economica rischia di dare il colpo di grazia anche al settore chimico-farmaceutico, in difficoltà già da tempo. A farne le spese gli oltre 100 dipendenti della Diaco, per i quali è stata chiesta e ottenuta nei mesi scorsi la cassa integrazione a rotazione. Ma anche i circa 80 ex dipendenti della Cover, in mobilità da un anno e ormai vicini al licenziamento definitivo.

TERZIARIO Certe, anche se al momento difficilmente quantificabili, anche le ricadute negative sul tessuto del terziario che, assieme al commercio, in città dà lavoro a circa 15 mila persone. Le più a rischio, secondo le proiezioni, sono le attività che offrono servizi alle aziende, come consulenze informatiche e pulizie. Servizi che gli imprenditori alle prese con calo degli ordinativi e perdite di commesse si troveranno inevitabilmente costretti a tagliare.


Chissà se i farà anche qua come in Germania una manovra de 24 miliardi de € per sbassar le ritenute fiscali?
Ai posteri l'ardua sentenza!

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MessaggioInviato: Mar Nov 24, 2009 11:29 am Rispondi citando
Pavel
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Socrate ha scritto:
trend negativo registrato già a fine 2008 e segnato da calo del Pil e frenata dei consumi,



Chissà se i farà anche qua come in Germania una manovra de 24 miliardi de € per sbassar le ritenute fiscali?
Ai posteri l'ardua sentenza!


La mia sarà una risposta qualunquista, ma el trend negativo gà comincià nel 2002 con l'avento dell'€ a milioni de italiani de fatto i ne gà dimezzà la paga, gavemo provà tutti che i prezzi xe radoppiai l'unico cambio dell'€ perfetto xe stà con le paghe, su quelle non i gà sbaglià un centesimo sul cambio Lira /€ . Indubiamente oggi la crisi xe globale, ma per quel che me riguarda e come mì miliaia de lori se la paga me vien dimezzada per forza coss'te vol che consumo? le scarpe, perchè me toca andar a pie che no go i soldi per la benzina, cussì no te compro piu l'auto nova e cussì el concessionario chiudi e manda a casa i dipendenti e anca el benzinaio chiudi, e non i và piu a comprarse i vestiti e allora anche el negoziante de abbigliamento và a remengo e sera botega e avanti cussì, per non farli longhi semo tutti incadenai un con l'altro se mi no go soldi no consumo, se non consumo anche tì no te vivi. Non sarà in discorso da fine economista ma me par fin troppo semplice, all'inizio dell'arrivo dell'€ grazie a mia moglie che lavorava de un commercialista vedevo come el costo delle materie al negoziante non gaveva subido grossi aumenti, ma al dettaglio iera subito stà fatto el ragionamento 1000 Lire 1€ praticamente el dopio ma la mia paga iera sempre quella un milion = 500 €, lo stato se ne gà guardà ben de far i controlli anche perchè se femo un semplice calcolo stupido se verso l'iva su mille Lire xe 200 L. se verso su 1 € xe 20 c cioè 400L quindi anche le entrate xe radopiade, la colonna superenalotto iera subito aumentada anche quella e avanti cussì. Adesso podemo pianzer quanto volemo e i pol far tutte le manovre che i vol sarà solo come tapar la fala del Titanic col nastro adesivo. me inacorzo però che forsi iera meio spostar el topic su discussioni scuseme Smile
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MessaggioInviato: Mar Nov 24, 2009 9:57 pm Rispondi citando
york
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Inveze noi in Canada i ne ga frega co semo andai ''metric'' Surprised la misura piu pica iera la libra [464g] dopo con l'eto, i cento grami pereva sai de piu ''pei mone che no sa contar'' e ve digo una fregada cosi cocola che anca a noi ne ga costa, e continua a costar al dopio o triplo de prima co gavevimo la libra.... Furbi lori!!!


York Very Happy

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".......And whether or not it is clear to you, no doubt the Universe is unfolding as it should."
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MessaggioInviato: Mer Nov 25, 2009 10:55 am Rispondi citando
servolo
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Località: trieste




Pavel ha scritto:
ma al dettaglio iera subito stà fatto el ragionamento 1000 Lire 1€ praticamente el dopio ma la mia paga iera sempre quella un milion = 500 €,


Salve, qualche volta vado nei mercatini rionali e de solito me fermo a guardar quele bancarele piene de strafanici a prezzo fisso: iera una che la gà semplicemente cambiado cartel:
"Tutto a mille lire" xe diventado magicamente "Tutto a un euro"..
e cussì se gà comportado la grande magioranza dei botegheri pici.E noi se gà lamentado.......
Senza parlar de quei che gà arotondado i prezzi disendo " i centesimi no li vol nissun" naturalmente se un roba costava 52 cens, veniva subito 55 o 60, mai 50...............
e noi se gà lamentado.
Servolo

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se no guanta cambia
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MessaggioInviato: Mer Nov 25, 2009 12:17 pm Rispondi citando
Pavel
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Località: Dolina




Sia chiaro non la gò con l' Euro anzi co vado fora dell'Italia no gò piu de far conti trigonometrici per capir se una roba convien o nò, due xe le robe che son contento de aver visto in stà vita la moneta unica e la fine dei confini, che a proposito de moneta unica go un euro de zento ani fà dove che undert Krone xe scritto in undici lingue Mad .
Qualche volta per diletto go occasion de andar in Austria e con qualche ristorator go avù occasion de chieder come xe andade le robe là de lori, anche lori non se la passa chissà che ben, solo che lori se lamenta e ghe par una tragedia che i prezzi ga aumentà del 30% quando che ghe go dito che a noi xe andai su del 100% i gà sgranà i oci e non voleva crederme. Tutto el mondo xe paese e tutti ga colto l'occasion per far i furbi, solo che da altre parti i xe stai meno ingordi, adesso i pol pianzer fin che i vol. Come si suol dire "magnemo tutto ogi che doman semo a Zara" solo che xe rivada la tempesta e adesso se magnemo el c*l. Confused
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